Lettera del parroco all’inizio dell’Avvento

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Carissimi amici,

è con grande gioia chregalo e vi scrivo questa lettera all’inizio dell’Avvento: il tempo dell’attesa! La gioia deriva dalla consapevolezza che non siamo soli su questa terra ma che attendiamo qualcuno e che la nostra speranza non è vana! Vorrei dirvi tante cose e non so se queste poche righe riusciranno a rappresentare sinteticamente il groviglio di sentimenti che si addensano nel mio cuore.

Stasera sono qui nella nostra bellissima chiesa e penso a voi e a me che da poco più di cinque anni facciamo la stessa strada insieme. E penso al tempo che scorre… verso la pienezza, verso il Signore! Lo scorso 26 novembre la nostra comunità ha compiuto il suo 34° compleanno! Lo ricordavate? Il primo sentimento che sento sgorgare nel mio cuore stasera è pertanto la riconoscenza al Signore che ha posto la sua tenda in mezzo a noi e che continua a fasciarci con la sua presenza e con la sua misericordia, a comprendere di che pasta siamo fatti e a sopportare le nostre lentezze, le nostre debolezze. La riconoscenza va anche a quelle persone che negli anni sono stati il segno visibile della sua presenza: tanti laici che non ci sono più, tanti adulti che oggi hanno qualche ruga in più, e qualche giovane che nel 77-78 giocava in Via di Vagno e adesso è tornato nel nostro quartiere con i suoi figli… Il grazie diventa più accorato quando penso ai sacerdoti che mi hanno preceduto e tanto si sono spesi perché questa comunità muovesse i sui primi passi: Don Luca e Don Mimmo! Così come tanti altri sacerdoti collaboratori. Insomma l’azione degli uomini ma soprattutto l’azione dello Spirito ha fatto in modo che ci trovassimo qui, insieme; che io stasera mi trovassi qui, davanti al tabernacolo alla vigilia di questo tempo straordinario per la vita della Chiesa!

Esso caratterizza la dimensione naturale eppur necessaria per il cristiano. Naturale perché il cristiano sa che la sua felicità non è qui su questa terra! Necessaria perché non si può essere cristiani se non si attende nessuno, se non si spera nel futuro di Dio! L’Avvento ci sprona a guardare il cielo e ad invocare il salvatore come si fa con la pioggia come potete leggere sulla plancia davanti alla chiesa.

Penso che l’Avvento sia anche il tempo della disponibilità per antonomasia nei confronti di Dio. Come Maria, e come tante altre figure importanti dell’Avvento anche noi siamo chiamati a dire il nostro “Eccomi” al Signore. A lasciarci plasmare dalle sue mani come l’argilla in quelle del vasaio; a metterci nelle sue mani. Ma è anche il tempo della disponibilità nei confronti degli uomini: della solidarietà. E penso a quanto insieme si è fatto per questa comunità e a quanto ancora resta da fare… sia dal punto di vista delle strutture ma ancor di più dal punto di vista della coesione della stessa e pertanto non mi vergogno di chiedervi una mano. Una mano per poter meglio discernere i bisogni della comunità e per essere in mezzo a voi segno visibile della presenza di Gesù e non soltanto un funzionario del sacro, un menager. Vi chiedo una mano per portare avanti insieme il peso della gestione dei nostri ambienti.

La nostra comunità è dotata (lo sapete) di strutture importanti che molte comunità desidererebbero avere, fiore all’occhiello per tanti incontri della nostra Diocesi! Esse necessitano di tanta cura e di una gestione oculata dal punto di vista economico! Soprattutto bisogna salvaguardarne il loro alto valore per la pastorale del nostro quartiere e, perché no, della nostra città. Per farlo non chiedo particolari abilità o talenti eccezionali, né tantomeno chiedo soldi. C’è bisogno soltanto di un po’ di tempo. Qualche ora del vostro pomeriggio da dedicare alla cura degli ambienti della parrocchia, degli spazi che ci vedono insieme in tanti momenti della vita comunitaria. Questo per sentirli più nostri, e anche per non lasciarmi solo nello svolgimento delle piccole faccende della parrocchia che è, e rimane, casa nostra pur non essendo “cosa nostra”!

Forse è un progetto velleitario ma credo che per due-tre ore di tempo il pomeriggio (tipo dalle 17 alle 19) molti di voi, per una volta, due volte al mese potrebbero mettersi a disposizione! Ecco qui l’idea di regalare un pomeriggio alla parrocchia. Anzi di regalarci reciprocamente un pomeriggio!

Carissimi fratelli quanti sogni ho ancora per voi, quanto vi voglio bene!  Sono sicuro in una risposta generosa da parte di molti di voi e vi aspetto nei prossimi giorni per i tanti appuntamenti che ci vedranno insieme e vi auguro buon Avvento!

Don Angelo

Molfetta, 30 novembre 2014                                                                                   Vostro parroco

1^ Domenica di Avvento

 

Lettera di Avvento

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