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Parrocchia e … fraternità

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Fraternità nella fedeLa fraternità cristiana è segnata da un fatto originale: Gesù si è fatto veramente fratello degli uomini. Con Gesù la base puramente naturale della fraternità è ricostruita mediante il rapporto fraterno che ogni persona è chiamata ad avere con l’”uomo Gesù”. Pertanto, la fraternità trova il suo perno nel rapporto che abbiamo con lui: egli rimane per sempre nostro fratello, fratello maggiore (Rm 8,29), ma in nulla diverso dai suoi altri fratelli (Eb 2,17).

La fraternità cristiana, in mezzo alla moltitudine, è come il sale (Mt 5,13), la cui funzione è quella di dare sapore all’alimento a tutto vantaggio dell’alimento stesso ormai insaporito. Essa è come il chicco di frumento (Gv 12,24) che deve rimanere solo, marcire e dissolversi per potere trasmettere la propria fecondità. È chiamata a perdere la propria vita, non a conservarla (Gv 12,25), per arricchire tutti.

Possiamo, dunque, declinare la fraternità in tre aspetti fondamentali.

Fraternità nella fede
di Arcangelo Pasculli

Il dipinto di Picasso intitolato “Amicizia” esprime profondamente che significa l’amicizia. Osservandolo, solo per pochi secondi, si intuisce subito la dinamica: una persona sofferente che offre sostegno ad un’altra persona, anch’egli sofferente. Qual è la concretizzazione massima dell’amicizia? La fratellanza.

Essa ci propone di aiutare il prossimo anche quando siamo in difficoltà. È difficile pensare al prossimo quando siamo affaticati. È difficile uscire fuori dalle proprie sofferenze per pensare a quelle altrui. La fede ci aiuta in questo: se saremo convinti che non c’è amore più grande del dare la vita per i propri amici, saremo anche capaci di sperimentare l’amicizia profonda, ossia il vedere gli altri come “fratelli e sorelle”, bisognosi del nostro conforto, della nostra presenza e della nostra carità.

La fede ci aiuta a sperimentare la fraternità e la fraternità ci aiuta nel vivere al meglio la nostra esperienza di fede. Ad esempio, cosa intendiamo per “amicizia spirituale”, ossia un’amicizia fondata sul rapporto con Gesù? È quell’amicizia fraterna che non può spegnersi mai, a meno che non si perda la fede, e che si accresce con l’intensificarsi del rapporto con il Signore. È qualcosa di grande, eppure quest’amicizia si rivela fondamentale nel cammino di fede ogni cristiano: si pensi al ruolo che può svolgere un fratello più grande nel soddisfare i dubbi della fede che un ragazzo può avere, si pensi a quante crisi di fede possono spegnersi con poche parole e i gesti di un fratello vicino e si pensi ancora a quanto sia bello condividere con un grande amico le gioie che solo Gesù può darci. La fede offre all’amicizia il sapore della fraternità e la fraternità si sdebita fornendo alla fede sempre un sostegno nel momento del bisogno: ecco la fraternità nella fede.

Fraternità come privilegio dei piccoli 2Fraternità come privilegio dei piccoli
di Marianna Scattarelli

La fraternità cristiana crea una relazione di fratellanza completamente nuova e privilegiata con ogni uomo. È questa una delle rivelazioni più sorprendenti di Gesù: il cristiano deve riconoscere in ogni uomo un fratello, e in particolare i “fratelli più piccoli”. E chi sono i piccoli per Gesù?

Un piccolo è colui che, qualunque sia la sua età e il posto che occupi nel mondo, rinasce ogni giorno tra le braccia di Dio Padre e gioisce di sentirsi un figlio nel Figlio. Un piccolo, una volta diventato “grande”, si rimpicciolisce sempre di più, perché in questo consiste la sua grandezza (Gv 3, 30-31): «In verità vi dico, fra i nati di donna non è mai sorto uno più grande di Giovanni il Battista. Ma il più piccolo nel Regno dei cieli è più grande di lui» (Mt 11,11-12).

Un piccolo s’immerge, ogni giorno, nelle acque salutari del suo Battesimo per rinnovare le promesse battesimali, per riaffermare la sua dignità profetica, regale e sacerdotale, e per essere, ogni volta che riemerge dall’acqua, imbevuto come una “spugna” dell’amore del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Ogni uomo, almeno una volta, nel corso della sua vita, si è sentito “piccolo” di fronte a degli eventi che l’hanno schiacciato (problemi di salute, perdita di una persona cara, difficoltà familiari, economiche, ecc): in quei momenti drammatici, c’è chi riesce, proprio perché è diventato “piccolo”, ad attraversare quella porta stretta che conduce al Regno dei cieli .

Un piccolo accoglie, con entusiasmo, l’invito di Gesù a collaborare con lui per salvare tante anime che rischiano di perire nel mare tempestoso della vita: «Seguitemi e vi farò pescatori di uomini» (Mt 4,19).

I piccoli subiscono l’indifferenza degli altri (Mt 18,10), dipendono in qualche modo dagli altri (Mt 10,42) e patiscono giustamente o ingiustamente il bisogno o l’oppressione (Mt 25,40). Inoltre, nella parabola del giudizio finale, Gesù ci comunica che quanto facciamo o non facciamo ai piccoli, è come se l’avessimo o non l’avessimo fatto a Lui (Mt 25,40).

Fraternità come privilegio dei piccoli 1È questo il volere di Gesù: appartenere alla categoria dei piccoli, dei poveri, degli emarginati, dei perseguitati. È questa la ragione profonda per cui la fraternità cristiana, fin dagli albori del cristianesimo, ha l’obbligo di riconoscere in ogni povero e oppresso una speciale presenza di Gesù.

Nella fraternità cristiana, la fede e i piccoli creano fratellanza perciò riproducono Cristo. Questo modo di vivere per il cristiano è un’esperienza contemplativa, che lo porta all’impegno concreto in favore dei piccoli e alla ricerca della loro liberazione.

 

Fraternità come responsabilità dell’uno verso l’altro, mutuo soccorso, correzione fraterna
di Mirko Sabarto

Come considerare la fraternità una responsabilità? Gesù attraverso le parabole ha saputo semplificare con il linguaggio della gente tanti grandi valori. In questo caso la parabola del Buon Samaritano (Lc 10,25-37) ben si colloca all’interno del nostro discorso. A seconda della prospettiva con la quale si può leggere questa storia, ognuno sarebbe in grado di immedesimarsi in uno dei personaggi: nei briganti, nel sacerdote, nel levita, nell’uomo percosso oppure nello “straniero” che si prende la responsabilità di uno sconosciuto.

Fraternità come responsabilità dell’uno verso l’altroIn questa riflessione, quindi, è utile soffermarsi in particolare sul quadro tra il Samaritano e l’uomo percosso. Entrambi, infatti, manifestano a pieno le caratteristiche della responsabilità della fraternità. Leggendo i versi della parabola potrebbe sembrare scontato riconoscere la fraternità come quell’atteggiamento di custodia dell’altro: l’essere fratelli che sovvengono alle necessità morali, materiali e spirituali del prossimo.

Ma si avverte anche come la fraternità sia il riconoscere di essere dipendenti dagli altri, come per l’uomo percosso, e accettare che uno “straniero” possa prendersi cura della propria persona. Ed è un atteggiamento non facile da accettare: riconoscersi mendicanti di fronte agli altri. Mendicanti di amore, di attenzioni, di compagnia, portando quindi ad ammettere di essere spesso “debitori” nei confronti di qualcuno.

La fraternità è riconoscere che non si può vivere soli. L’uomo ha necessariamente bisogno della relazione con l’altro, che sia di custodia, di vicinanza o di correzione. Fraternità è prendersi a cuore la vita del vicino e del lontano. È nella fraternità che ciascuno può uscire dalla solitudine dell’egoismo che isola, per sentirsi parte della grande famiglia umana.

Pertanto la fraternità rappresenta sempre un fine e, al tempo stesso, la via per raggiungere quel fine. La condizione propria dell’umano e la sua vocazione, un orizzonte a cui tendere e la strada da percorrere per incamminarsi verso di esso.

La fraternità non è quella di chi sta bene solo con i propri fratelli, con chi la pensa alla stessa maniera, o crede nello stesso Dio. Ecco che ci si deve impegnare per imparare a vivere, come direbbe Papa Francesco, con una fraternità «aperta» (Papa Francesco, Fratelli tutti, 1), per prendere sempre più la consapevolezza che, anche se diversi, i fratelli della famiglia umana si completano vicendevolmente e hanno sempre bisogno l’uno dell’altro.

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