11 febbraio 2018 – VI Domenica del Tempo Ordinario

NE EBBE COMPASSIONE, TESE LA MANO, LO TOCCÒ E GLI DISSE:

 «LO VOGLIO, SII PURIFICATO!».

Domenica VI del Tempo Ordinario per l’Anno B

Mc 1,40-45; Lv 13,1-2.45-46; Sal 31; 1 Cor 10,31-11,1

di don Pino Germinario

J. Kirk Richards, Cristo e i lebbrosi

J. Kirk Richards, Cristo e i lebbrosi

Secondo il Libro del Levitico, una persona che aveva contratto la lebbra veniva immediatamente espulsa dalla comunità sia fisicamente – in quanto contagiosa – sia moralmente in quanto la lebbra era ritenuta una punizione divina. La riammissione nella comunità poteva avvenire solo se e quando si fosse constatata la guarigione. Gesù, posto di fronte a un lebbroso che lo supplicava di guarirlo, mostra un atteggiamento sorprendente: invece di allontanarlo mostra compassione per lui e addirittura LO TOCCA e poi lo guarisce.

Subito dopo la guarigione, l’atteggiamento di Gesù sembra cambiare:

 Ammonendolo severamente, lo cacciò via subito 44e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro».

La compassione di Gesù vuole anzitutto confutare l’dea che la lebbra sia una “punizione divina” e la guarigione è un segno che in Gesù il Signore stesso si è fatto presente in mezzo al suo popolo e che Egli è venuto per salvare tutti quelli che hanno fede in Lui. Diversamente dai sacerdoti che non possono fare altro che constatare la presenza o l’assenza della lebbra, Gesù è in grado di guarirla istantaneamente, ma non vuole trarre alcun vantaggio dalla guarigione e per questo lo manda subito via invitandolo a non dire nulla a nessuno e a presentarsi ai sacerdoti perchè constatino legalmente la guarigione e si pongano il problema di come questa sia potuta avvenire.

L’insegnamento per noi è quello di non escludere pregiudizialmente nessuno, ma di compenetrarci, secondo le nostre possibilità, nelle situazioni delle persone che incontriamo, di “toccarle”, cioè di comprenderle concretamente e a fare quanto umanamente possibile per migliorare le cose.

San Paolo nella seconda lettura ci invita a non essere di scandalo per nessuno e a saper entrare in sintonia e in armonia con tutti.

Si tratta in definitiva di superare con l’amore il semplice rispetto della legge.

Signore, risanaci dal peccato che ci divide,
e dalle discriminazioni che ci avviliscono;
per collaborare all’opera della redenzione
e narrare ai fratelli la tua misericordia.

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