28 luglio 2019 – XVII Domenica del tempo ordinario

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 11,1-13

“Insegnaci a pregare”
I discepoli di Gesù gli chiedono di insegnar loro a pregare. E lo fanno dopo averlo visto pregare. Il desiderio della preghiera verso Dio, oltre ad essere un’esigenza del cuore umano, è stimolato dall’atteggiamento di preghiera di Gesù. Se non c’è una comunità o qualcun altro che prega, a volte è difficile fermarsi a pregare da soli, soprattutto in famiglia o in casa. I discepoli chiedono un insegnamento sulla preghiera, segno che la preghiera non può essere solo qualcosa di spontaneo o occasionale, ma ha al suo interno una sapienza che va trasmessa, insegnata.
A volte pensiamo che per pregare l’importante è ripetere delle formule, non immaginiamo di dover “apprendere” a pregare: la disposizione del cuore, i tempi di preghiera, i metodi, le diverse finalità. La spiritualità cristiana ha raccolto nei secoli un insegnamento ricchissimo sulla preghiera dai suoi maestri, da uomini in particolare comunione con Dio che nella loro vita hanno appreso a pregare. Tu ritieni di saper pregare, o cerchi anche tu di apprendere? Da chi attingi questo insegnamento?

In breve
Il pregare ha in sè una sapienza nascosta che è necessario apprendere dagli uomini di preghiera e dalla tradizione della spiritualità cristiana. Non può essere solo un’azione occasionale o spontanea, nè ripetizione di alcune formule.

Fonte:
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