Claudia: un inno alla vita

FB_IMG_1518335175324Claudia, una giovanissima quattordicenne della nostra comunità parrocchiale, allontanatasi troppo presto dalla nostra vita quotidiana ma viva e presente per sempre nella memoria e nel cuore di quanti l’hanno conosciuta.

Una vita troppo breve, diciamo tutti, ma agli occhi del Signore “un giorno è come mille anni e mille anni come un giorno solo” … la vita di Claudia è stata intensa e completa nella brevità dei suoi giorni. Chiunque l’abbia avvicinata ne ha tratto un insegnamento di forza, di amore, di speranza e questo rimarrà per sempre.

Impossibile non porsi domande davanti ad eventi così dolorosi e, per la nostra umanità, così difficili da accettare e giustificare. Le grandi domande sul senso della vita, della morte e della sofferenza, che non trovano risposta se non nella Fede in Qualcuno che, Lui sì, conosce quel senso che a noi ora sfugge…

A 30 giorni dalla scomparsa di Claudia vogliamo ricordarla con le testimonianze che alcune giovani parrocchiane hanno letto al termine del suo funerale e con la riflessione del nostro parroco, don Vincenzo di Palo, che l’ha seguita e accompagnata fino agli ultimi giorni della sua esistenza terrena.

 

Ciao Claudia,
provo a raccogliere, con delicatezza, quello che ci hai consegnato in questi anni, per farne tesoro e poter continuare a farlo fiorire.
Ti ringrazio per il chiaro esempio di RESISTENZA, forse la declinazione più profonda e coraggiosa dell’esistenza stessa, che ci doni. Perché ci hai mostrato che andare avanti nonostante tutto è possibile, e non può che essere così, riconoscendo l’affetto di chi ci circonda e donandone agli altri in misura sempre maggiore.
Grazie perché ci insegni che si può essere gentili e dolci, spiritosi e vivaci, anche quando ci sembra che l’unico diritto che ci rimane sia quello di lamentarci dei nostri problemi.
Io lamentele, da parte tua, non ne ho sentite mai.
Grazie per la tua “pensosa leggerezza”, con la quale sei stata capace, quando il tuo mondo si appesantiva inesorabilmente, di un sentire profondo e lieve, caratterizzato da interrogativi inchiodanti e da piste di lancio per i tuoi sogni e progetti, per il tuo futuro.
Grazie per questa dichiarazione d’amore per la vita, fatta non di parole, ma di gesti, di affetto e di sorrisi che dimostrano la volontà di non cedere, neppure di un passo, e di spingere gli altri a fare lo stesso.

            Caterina

 

Cara Claudia,
queste poche righe non riusciranno a descriverti e a “narrarti” e nemmeno a contenere tutto il nostro amore per te; in queste righe possiamo solo dirti un immenso GRAZIE.
Grazie per quelle volte in cui mi prendevi per mano e cominciavi a cantare con la tua voce cristallina, esortandomi a fare lo stesso; in un attimo tutti i malumori si dissolvevano come bolle di sapone. Ricordo ancora quel sabato in cui ti incontrai per strada, appena uscita da scuola, con in mano un pacchetto di caramelle colorate, che ti eri fermata a comprare, e la gioia nel tuo volto; inutile dirti che tornai a casa con il sorriso di cui mi avevi fatto dono.
Non ho mai incontrato nessuna ragazza con la tua stessa forza, o meglio, non ho mai incontrato nessuno forte come te, capace, nonostante la malattia, di scovare il bello che ti circondava.
La tua voglia di vita traspariva da ogni tuo gesto, dal tuo volto, dai tuoi occhi splendenti e curiosi, dalle tue labbra dischiuse sempre in un sorriso contagioso. Sembrava volessi dire ad ognuno di noi “Ehy, non ti sei accorto di quanto sia bella la vita?”
Ci hai dato una profonda testimonianza di quell’amore che tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. Quanto abbiamo imparato da te, quanto avremmo voluto ancora ascoltare i tuoi pensieri, le tue emozioni.
Adesso che sei salita in cielo, nonostante il dolore che alberga nei nostri cuori, sappiamo che il tuo sorriso sereno ci consola da lassù, dove ti ha accolto il Signore che “ti reggerà su ali d’aquila e sulla brezza dell’alba ti farà brillare, come il sole, così nelle sue mani vivrai.”
Grazie Claudia. Ti vogliamo bene e te ne vorremo per sempre.

        Carla

 

Claudia. Descriverla sarebbe come paragonarla ad una forza della natura, un uragano di emozioni continue.
Una bambina dall’intelligenza fuori dalla norma, troppo più avanti dei bambini della sua età; potevi affrontare discorsi profondi ma dopo scattava la playlist della Disney e si cantava con un finto microfono.
A dicembre ho aperto la mia Bottega dei Sogni e Claudia non potette partecipare all’inaugurazione perché in ospedale. Qualche giorno dopo me la ritrovai fuori in carrozzella e l’entusiasmo che vidi nei suoi occhi la prima volta che entrò non l’avevo visto in nessun altro. Dal giorno dopo, ogni giorno veniva in negozio. Un’aiutante perfetta. Si lavorava, ci si confessava e si cantavano a squarciagola canzoni della Disney.
Questa era Claudia, era un continuo dare forza agli altri, in qualsiasi situazione, un’esplosione di amore sincero, di vitalità e di ironia… ricordandola scappa un sorriso.
Ci lascia la tristezza di non averla più accanto a noi, ma soprattutto un immenso insegnamento di vita: Amate più che potete, non passate la vita arrabbiati e abbiate la forza di affrontare le difficoltà, come Claudia, una leonessa fino alla fine.

              Manu 

 

Non è mai tardi, né fuori luogo interrogarsi sull’esperienza della vita, sul suo contrario cioè la morte e su ciò che sta nel mezzo, che a volte è fatto di malattia, di sofferenza spesso indicibile e comunque assurda per l’umana comprensione, che al contrario dell’evidenza, ci fa essere convinti del fatto che siamo nati per vivere e amare e non per soffrire e morire. A me sembra che nella vicenda personale di ogni vita si consumi una lotta aperta o celata, evidente o sorda tra la vita e la morte, la gioia e il dolore e, dunque, la salute e la malattia.

Il tempo quaresimale che ci vede protagonisti di un cammino nelle profondità del nostro animo alla ricerca delle motivazioni più vere del credere, nel tentativo di tornare alle radici del nostro battesimo, ci porta a dire: siamo figli di Dio, creati a sua immagine e somiglianza, che portano il seme dell’immortalità oltre ogni morte fisica o limite terreno. Gesù Cristo, che per quaranta giorni vive la prova, che prende i segni ora del bisogno di fame e di sete, ora della tentazione, ora del desiderio passionale di donare la sua vita misto all’angoscia e alla paura di farlo, mentre rivela la sua identità di vero Dio e vero uomo, rappresenta il modello di ogni vita umana credente e praticante.

Claudia, battezzata e cresimata, di fede proclamata e vissuta, ha vissuto la sua itineranza terrena a imitazione del suo Dio. Nello specifico, la sua quaresima durata molto più di quaranta giorni, quasi tre anni, ha segnato una croce indelebile nel suo cuore, nella sua vita. Forte e fragile, intelligente e semplice, vittima delle vicende complicate della vita, ma sempre pura e sorpresa ad ogni novità e bellezza, desiderosa di vivere fino all’inverosimile e insieme combattiva, mai arresa al dolore fisico e interiore…è stata un esempio oltre la sua giovane età di come si combatte nella vita, di come e quanto si affronta il dolore. Non ha mai permesso alle sue sofferenze, che possiamo solo immaginare quanto siano state forti e persistenti, di vincere sul suo sorriso, sulla sua ironia, sul bisogno di amare, sull’esercizio dell’amore, sulla reciprocità delle conversazioni verbali e scritte, sul sorriso prontamente regalato ad ogni persona che le ha fatto visita e ha fatto esperienza di lei, di quanti, tanti, hanno incrociato la sua vita.

Cosa resta? Solo il ricordo? Che per quanto vivo, non appaga, né restituisce la nostra Claudia? A me resta l’immagine segnata nel mio cuore di una ragazzina di altri mondi, con significati tanto originali quanto irripetibili; resta la memoria, che si fa ogni giorno presenza quando il ricordo diventa vivo, di chi ha vissuto la sua vita fino in fondo, anzi fino in cima…ogni volta che le ho parlato percepivo che, oltre il dolore che la inchiodava alle fragilità della terra, c’era l’anelito grande di cose alte, le cose belle del cielo, il profumo unico dei sentimenti, la bellezza di una vita generosa, il darsi a ciascuno e a tutti in modo unico.

Ho conosciuto Claudia. In lei ho incontrato il mistero della vita; ho fatto l’esperienza del mio Dio sofferente sì, ma vittorioso; ho visto il dolore, sconfitto dalla forza della vita; ho visto l’amore che ha oltrepassato la morte. Continuo a vivere con la presenza di Dio e il sorriso di Claudia.

                                          don Vincenzo Di Palo

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