Liturgia Eucaristica: la presentazione dei doni (offertorio)

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Illuminati e nutriti dalla Parola, siamo pronti a celebrare la Liturgia eucaristica rivivendo  la Cena pasquale che rende sempre presente il sacrificio della Croce e ci consente di entrare in intima  comunione con Gesù che, realmente presente sotto i segni eucaristici del pane e del vino,  si dona e diventa per noi cibo e bevanda di salvezza.

Attraverso il Presidente della Celebrazione, la Liturgia Eucaristica ripete, in tre momenti successivi, i gesti e le parole di Gesù nell’Ultima Cena. I doni che offriamo, pane e vino, sono  gli stessi alimenti utilizzati da Gesù: nella Preghiera eucaristica, diventano il Suo corpo e il suo sangue. La Comunione  all’unico pane spezzato e all’unico calice assimila i fedeli agli Apostoli, a cui Gesù stesso si donò.

La Liturgia eucaristica inizia con la presentazione dei doni (offertorio): viene preparata la mensa, sistemando sull’altare il corporale, il purificatoio e il messale. Le offerte, pane e vino con qualche goccia d’acqua a indicare in Gesù l’unione della natura divina e umana, nelle Sante Messe domenicali e festive generalmente sono portate processionalmente da alcuni fedeli al Presidente della Celebrazione (o al diacono) che le riceve e le depone sulla mensa. Altre offerte in denaro o in alimenti da destinare alle necessità della Chiesa e dei poveri, ugualmente accolte dal Presidente della Celebrazione, sono collocate in luogo diverso dall’altare.

L’assemblea accompagna la preparazione della mensa e la processione offertoriale col canto (le norme liturgiche raccomandano, per la scelta dei canti, coerenza allo spirito del momento e possibilità di partecipazione attiva da parte di tutti i fedeli).

Il Presidente della Celebrazione incensa le offerte, il Crocifisso e l’altare. Il diacono o altro ministro, subito dopo, incensa il Presidente della Celebrazione in quanto agisce  “in persona Christi” e i fedeli che, in forza del battesimo, sono consacrati e sacerdoti. Segue il rito della Lavanda delle mani attraverso cui si vuole esprimere il desiderio di essere purificati interiormente. Presentando al Padre il pane e il vino, il Presidente della Celebrazione lo loda e lo ringrazia: sono doni della sua bontà, ma anche frutto della terra e del lavoro dell’uomo e lo supplica perché diventino, a beneficio dell’umanità, cibo di vita eterna e bevanda di salvezza. Con l’acclamazione “Benedetto nei secoli il Signore” i fedeli  si associano alla lode e alla supplica.

di Gaetano la Martire

 

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