9 settembre 2018 – XXIII Domenica del Tempo Ordinario

«CORAGGIO, NON TEMETE! ECCO IL VOSTRO DIO, EGLI VIENE A SALVARVI».

Domenica XXIII del Tempo per l’Anno B

Marco 7,31-37; Isaia 35,4-7a; Salmo 145; Giacomo 2,1 5

di don Pino Germinario

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Il profeta Isaia nella prima lettura annunzia a quelli che avevano perso la speranza che il Signore Dio verrà e rivendicherà i diritti degli ultimi, darà la ricompensa ai giusti. Egli cambierà concretamente la vita di quelli che sono in difficoltà.

Nel vangelo troviamo Gesù che compie l’antica profezia.

Una persona completamente bloccata e isolata che non più né udire né parlare, viene liberata, trasformata, svincolata dalla situazione che gli impediva vivere bene. Questo segno di Gesù viene scelto da Marco per far comprendere ai catecumeni cioè a quelli che si preparavano a ricevere il Battesimo che non è sufficiente la legge e la tradizione per ottenere la salvezza ma è necessario l’intervento di Gesù e del suo Spirito che libera ciascun uomo dai nodi, dai condizionamenti che gli impediscono di orientarsi verso il bene. L’espressione usata di Gesù per liberare il sordomuto “effatà” che vuol dire “apriti” è divenuta parte del rito del Battesimo per indicare l’azione di salvezza di Gesù.

Il celebrante tocca le orecchie e le labbra del battezzato e dice:

Il Signore Gesù, che fece udire i sordi e parlare i muti, ti conceda di ascoltare la sua parola, e di professare la tua fede.

Scrive San Paolo nella Lettera ai Romani:

Io so infatti che in me, cioè nella mia carne, non abita il bene; c’è in me il desiderio del bene, ma non la capacità di attuarlo; infatti acconsento nel mio intimo alla legge di Dio,  ma nelle mie membra vedo un’altra legge, che muove guerra alla legge della mia mente e mi rende schiavo della legge del peccato che è nelle mie membra. La legge dello Spirito che dà vita in Cristo Gesù ti ha liberato dalla legge del peccato e della morte. Infatti ciò che era impossibile alla legge, perché la carne la rendeva impotente, Dio lo ha reso possibile: mandando il proprio Figlio in una carne simile a quella del peccato e in vista del peccato, egli ha condannato il peccato nella carne, perché la giustizia della legge si adempisse in noi, che non camminiamo secondo la carne ma secondo lo Spirito. Quelli infatti che vivono secondo la carne, pensano alle cose della carne; quelli invece che vivono secondo lo Spirito, alle cose dello Spirito. (Rm 7-8)

O Padre, che scegli i piccoli e i poveri
per farli ricchi nella fede ed eredi del tuo regno,
aiutaci a dire la tua parola di coraggio
a tutti gli smarriti di cuore,
perché si sciolgano le loro lingue
e tanta umanità malata,
incapace perfino di pregarti,
canti con noi le tue meraviglie.

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