Quei tagli che fanno male – Vangelo e Vita

Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto.

Gv 15,1-8
qui il testo: bit.ly/3aUMx7M

QUEI TAGLI CHE FANNO MALE
I tagli della vita, soprattutto quando sono improvvisi e violenti, fanno male. La nostra reazione, spesso, è altrettanto aggressiva e sconsiderata. Eppure, il più delle volte, non avremmo ragione a lamentarci, perché tante cose nella nostra vita – lo sappiamo – sono proprio rami secchi che, da tempo, non danno alcun frutto. Binari morti che non ci conducono da nessuna parte. E non portare frutto significa non portare il bene.
Il Signore Gesù ci propone una lettura molto seria della nostra storia, ricordandoci che esiste una provvidenza in base alla quale ciò che è sterile può – anzi, deve – essere tagliato, perché è già destinato a morire.
Contro la nostra tendenza a non voler mai cambiare, né buttare nulla, il vangelo ci incoraggia a non avere paura quando bisogna tirare una bella riga e fare i conti. Perché la nostra vita è, anche, la somma delle nostre azioni.
Conosciamo questa legge naturale: gli alberi, i capelli, molte cose si rafforzano proprio quando vengono tagliate.
Essere di Cristo non significa essere al sicuro dai tagli, ma essere certi che tutti i tagli che la vita ci riserva sono potature, cioè tagli per la vita e non per la morte.
Se restiamo innestati in Cristo nulla può farci paura perché abbiamo in noi la linfa della risurrezione.

“Signore, aiutami ad accogliere le potature che la vita mi riserva, come occasioni per crescere e migliorare.”

don Nino Prisciandaro

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