Il dito nella piaga – Vangelo e Vita

«Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Gv 20,19-31
qui il testo: bit.ly/323m5El
IL DITO NELLA PIAGA
Tommaso dubita perché non era presente quando il Risorto è entrato nel Cenacolo. Ma anche i discepoli, che hanno vissuto quell’esperienza, sembrano continuare a dubitare: dopo otto giorni le porte sono ancora chiuse! Nonostante le esperienze di grazia che attraversano la nostra vita, il nostro cuore spesso rimane congelato.
Tommaso pensa che la soluzione sia mettere il dito nella piaga. Proprio come noi, quando non riusciamo a trovare altro modo di affrontare le situazioni dolorose, che quello di continuare a raccontarci ciò che è successo. Proviamo un certo gusto a tornare sulle tristezze della nostra vita. E infatti, Tommaso è detto Didimo, ovvero gemello. Sì, Tommaso ci somiglia: come lui amiamo mettere il dito nella piaga.
Ma Didimo vuol dire anche doppio, e anche in questo Tommaso ci somiglia. Egli è doppio perché un po’ crede e un po’ dubita; un po’ sta dentro la comunità e un po’ se ne va. È doppio come noi, perché anche la nostra vita spirituale è fatta di fiducia e di incertezza, di appartenenza e di solitudine.
Ma nonostante la nostra incredulità, il Risorto torna ad attraversare le nostre porte chiuse e ci spinge ad aprirle, ad andare fuori, per tornare a respirare la gioia della Pasqua.
“Mio Signore e mio Dio!”
don Nino Prisciandaro

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