PRESEPE PARROCCHIALE: «E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi»

«E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e verità» (Gv 1,14).

Quando pensiamo all’ Incarnazione del Signore subito, come un lampo, nella nostra mente si affacciano queste parole dell’evangelista Giovanni, che nel prologo mirabilmente ci spiega come il Signore è venuto in mezzo a noi.

Quest’anno abbiamo voluto creare un presepe piuttosto insolito; vogliamo anche solo con il pensiero e la preghiera, farci prossimi ai nostri fratelli del centro Italia che hanno subito con i vari sismi, la perdita dei loro affetti più cari, che hanno perso la loro casa, i loro beni e che quindi vivranno un Natale diverso dal solito.

Sullo sfondo c’è la bimg-20161217-wa0038asilica di san Benedetto da Norcia che lo scorso 30 ottobre ha subito diversi danni. Sicuramente molti di noi la ricordano come una chiesa meravigliosa, bella, un tempio silenzioso dove era facile concentrarsi ed entrare in un clima di preghiera profondo e intenso. La basilica la ricordiamo anche per la presenza del santo fondatore dei benedettini.

Per noi la basilica è  anche l’icona della nostra situazione di fede, è l’immagine di come ci prepariamo –forse- ad accogliere il Signore.

Sappiamo bene che il tempo che stiamo vivendo, è un tempo di attesa, un tempo che ci ricorda che il Signore non si è vergognato di abitare la nostra umanità. È per questo che la mangiatoia così come l’intero presepe, poggia su resti di mattoni, calcinacci, tronchi e rami secchi, per richiamare la nostra solidarietà alle vittime del terremoto, così come per ricordarci l’estrema povertà in cui il Signore nostro Dio viene ad abitare.

Il nostro impegno, perciò, è duplice: quello di sovvenire alle necessità dei nostri fratelli e quello di ricostruire in questo tempo d’attesa la nostra fede che spesso appare vacillante e tiepida.

Solo così potremmo contemplare il Dio bambino che viene in mezzo a noi, solo così la sua gloria può risplendere in noi e per i nostri fratelli. Il nostro impegno perciò ha una parola: RICOSTRUIRE. Solo dalle macerie di questi luoghi possiamo comprendere quanto siamo prossimi nei confronti dei nostri fratelli, solo dalle nostre macerie possiamo ripartire per lasciare spazio al Signore Gesù.

Inoltre la nostra parrocchia si è mobilitata nel raccogliere le offerte  di questo avvento in favore dei nostri connazionali che vivono questo dramma, nella ricostruzione di quanto hanno perso.

Lasciamoci ancora interpellare da questa nascita, lasciamoci coinvolgere in questo tempo che ci dice che cristiani vogliamo essere.

 

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