Il Seminario Minore da trecento anni a servizio della Chiesa

300 anniFesteggiare un compleanno o un anniversario è un’occasione importante per la persona che lo celebra e per coloro che occupano un posto rilevante nella sua vita, famigliari o amici che siano. Fare memoria del III centenario di istituzione canonica del nostro Seminario, pertanto, non riguarda esclusivamente il Seminario, ma è una lieta ricorrenza e motivo di grande gioia per tutta la nostra Chiesa diocesana!

Il Seminario, istituito nel 1714 grazie alla lungimiranza di Mons. Fabrizio Antonio Salerni, in questi tre secoli ha avuto e continua ad avere per la Chiesa un immenso valore: ha ancora qualcosa da dire all’uomo del nostro tempo, nonostante le difficoltà e la crisi che hanno contagiato anche il cuore e le coscienze di tanti giovani.

Facendo proprie le attese e i bisogni della Chiesa, nel fare tesoro dell’insegnamento dei Concili, del Magistero e delle indicazioni della Congregazione per l’Educazione Cattolica, il Seminario si è strutturato nel corso del tempo per accompagnare con la formazione culturale, umana e cristiana, tanti ragazzi e giovani nel cammino di discernimento, al fine di formare un clero preparato nello svolgere il suo ministero. Il primo sentimento che sento di esprimere, pertanto, è quello della gratitudine al Signore per tutte le generazioni di giovani che, formatisi attraverso l’esperienza del Seminario, hanno offerto la loro vita al servizio del Vangelo. Come non ricordare i Vescovi, i docenti, gli educatori, il personale tutto che con passione e dedizione hanno speso in questi tre secoli le loro energie nel promuovere, sostenere e seguire la formazione dei seminaristi? E come non essere grati ai sacerdoti, alle famiglie e alle comunità parrocchiali che sono stati per tanti seminaristi il “gancio”? per avviarli all’esperienza del Seminario, nel rivolgere loro la proposta, incoraggiandone la scelta e nel sostenere il percorso con la preghiera, talvolta non senza significativi sacrifici economici?

Come non ringraziare i tanti benefattori?

Il nostro Vescovo don Gino, in un messaggio per la Giornata del Seminario, riprendendo il documento sulla formazione dei presbiteri nella Chiesa italiana, lo ha definito il cuore della Diocesi. Il cuore è l’organo che ritma tutto il corpo e gli permette di vivere e di muoversi. Mi piace riportare anche l’espressione utilizzata da Mons. Gualtiero Sigismondi, in un recente incontro con i rettori dei seminari Minori pugliesi. Nel ribadire l’importanza del Seminario minore Mons. Sigismondi lo ha definito il segno sacramentale della pastorale vocazionale, perché in esso si avvia quel processo di discernimento del seme della vocazione, che pian piano si sviluppa e giunge a maturazione nel Seminario Regionale.

Celebrare, pertanto, il giubileo del Seminario Vescovile vuol dire sottolinearne l’alta valenza educativa e formativa a servizio delle giovani generazioni: è un’occasione per far conoscere alle nostre comunità parrocchiali, ai tanti ragazzi, il suo valore, che va riconosciuto, raccolto e accolto. Fare esperienza della comunità del Seminario è vivere un tempo di grazia!

Tra le tante definizioni che si possono dare del Seminario mi piace in modo particolare la seguente: il “luogo��? e il “tempo��? dove i colori dell’età dei ragazzi prendono forma nel quotidiano condiviso e partecipato alla luce della fede, nella ricerca gioiosa del progetto di Dio.

La vocazione di tanti sacerdoti e di tanti giovani impegnati nel sociale è passata e continua a passare attraverso questa realtà, bella e viva.

La fausta ricorrenza del III centenario di istituzione canonica del Seminario Vescovile, inoltre, deve indurre ciascuno a pregare per le vocazioni e in particolare per quelle di speciale consacrazione. La pastorale vocazionale è, e deve essere, attività primaria di ogni comunità parrocchiale e di ogni agenzia educativa, tesa ad accompagnare i ragazzi alla scoperta del posto che ciascuno è chiamato dal Signore ad occupare a servizio della Chiesa e nel mondo.

 

di don Michele Amrosini

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