Noi, genitori di un seminarista

Quando nostro figlio arrivò a casa dopo la
messa dicendoci che lui sarebbe entrato nel
seminario vescovile di Molfetta – era una domenica
di Gennaio, lo ricordiamo come se fosse
ieri – non capimmo subito cosa volesse dire e
rimanemmo basiti. Aveva da poco compiuto 10
anni e ci sembrava piccolo per una scelta come
questa, ma lui sembrava sicuro. Così, data la
sua insistenza, insieme lo accompagnammo a
conoscere questa nuova realtà.
All’inizio eravamo titubanti, ma col tempo
abbiamo compreso che attraverso questa esperienza
i ragazzi acquisiscono il senso della vita
comune che li aiuta ulteriormente al discernimento
della vocazione che ognuno porta in sè.
E questo, in particolare, grazie al rettore don
Michele Amorosini che ci accoglie sempre con
il sorriso e ci esorta ad essere coerenti per il
bene dei nostri figli, e grazie agli educatori come
don Vincenzo Marinelli che aiuta i ragazzi a
mettersi in discussione, in una età non proprio
facile della loro vita dove è importante riconoscere
e acquisire alcuni valori che, oggi, si respirano
con più difficoltà. Noi genitori di un
figlio adolescente e seminarista ci sentiamo
nella comunità del seminario come in famiglia.
Oggi nostro figlio è al secondo anno di scuola
superiore. Sono passati cinque anni. Non
conosciamo dove porterà questa avventura.
Ringraziamo però il Signore per tutto quello che
stiamo vivendo pregandolo sempre che mandi
operai nella sua messe.

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