L’ARCO SULLE NUBI (Cammino di Quaresima)

 

Dio rimette le cose a posto. Non rinuncia ai suoi progetti. Migliora la condizione del creato e dei suoi privilegiati, l’uomo e la donna. Soprattutto non fa sconti sulla bellezza e sull’armonia tra le creature. Vuole far apparire in tutto il suo splendore la sua opera di salvezza, di nuovo sorgente dalle acque che non distruggono più “ogni carne”.

Quando appare sulle nubi, l’arcobaleno suscita un senso di serenità e di conforto. Con un modo di dire moderno si può affermare che l’arcobaleno rappresenta una vita a colori, il gusto di saperla vivere con entusiasmo nonostante il grigiore che spesso sembra prevalere, la capacità di risollevarsi dopo una crisi o un fallimento.

La Bibbia attribuisce a Dio la decisione di salvaguardare per sempre la terra e i suoi abitanti, animali e uomini. ”Quanto a me, ecco io stabilisco la mia alleanza…” (Gn 9,9): un impegno solenne a cui non verrà mai meno il Dio del popolo in cammino, del popolo della schiavitù e della libertà ritrovata, della legge e della terra, della trasgressione e della fedeltà da rinnovare sempre.

La grande decisione ha bisogno di memoria che si imprime presso l’umanità attraverso i colori dell’arco sulle nubi. L’arco che va dal cielo alla terra e coinvolge Dio e l’uomo nel perenne ricordo dell’alleanza. Anche Dio guarda e ricorda: “L’arco sarà sulle nubi, e io lo guarderò per ricordare l’alleanza eterna tra Dio e ogni essere che vive in ogni carne che è sulla terra” (Gn 9,16). Avviene anche di più: Dio scivola sulla terra per colpirla con il diluvio del suo amore, per darle il cuore di carne capace di ascolto, contemplazione, accoglienza.

Nella vicenda di Gesù Cristo, Dio ricorda una volta per tutte l’alleanza che ha stipulato da sempre, e ora operante nelle acque del battesimo che ci salva (cfr 1Pt 3,21). Siamo battezzati e possiamo dire di noi stessi che riviviamo con Gesù e in Gesù tutto l’itinerario che conduce ai rigogli della primavera dello spirito.

Ma è soprattutto Cristo che condivide pienamente con ciascun uomo e con l’intera umanità il percorso dell’esistenza terrena, fino agli inferi, per poi risorgere a vita nuova.

Ecco, dunque, Gesù Cristo, arco di Dio teso verso la terra per rinnovarne il volto, per riannodare in essa vincoli di solidarietà e armonia che appaiono chiari tra le persone umane, e tra queste e le altre creature, in uno “stare” in pace vicini, pur senza confondersi, bestie selvatiche e angeli, ciò che incute timore e genera squallore e ciò che porta l’impronta inequivocabile di Dio e della sua protezione (cfr Mc 1,13). Cristo al centro della creazione secondo il cuore del Padre.

Di certo in Quaresima sorge perentorio l’invito alla conversione più che in altro tempo. E come si fa a essere uniti strettamente all’esperienza salvifica di Gesù Cristo?

Quando la cenere è caduta sul nostro capo ci siamo sentiti ripetere l’incipit del Vangelo “Convertiti e credi al Vangelo”.

Convertirsi…: e da cosa? Perché? Per dirigersi dove? Non troveremo risposte convincenti nel guazzabuglio delle nostre intenzioni e volontà di diventare migliori. Forse convertirsi sul serio è permettere alla Parola di diventare intima di noi e noi stessi intimi della Persona più cara e capace di portarci e, magari, di sopportarci.

Credere…: cioe? Essere certi che il nostro intelletto si convince pienamente di tutti gli articoli contenuti nella professione di fede? Sentirsi tranquilli nell’aurea delle proprie convinzioni, rischiando l’isolamento tipico degli intellettuali devoti? Credere è conoscere e amare, dare spazio e farsi abitare da Colui che nel deserto ha scelto liberamente di rinunciare a ricoprirsi da solo di gloria, ma di attendere i fratelli nel gemito della compassione e renderli partecipi del riposo della vita.

Camminiamo, dunque, verso la Pasqua seguendo Gesù Cristo che colma la distanza tra noi e l’amore del Padre.

parroco

Nato a Terlizzi il 15 aprile 1963. Battezzato nello stesso giorno presso la Parrocchia dell'Immacolata. Alunno del Seminario Vescovile in Molfetta da ottobre 1974 a giugno 1982. Diplomato presso il Liceo Classico in Molfetta nel mese di luglio 1982. Alunno del Seminario Regionale in Molfetta dal 1982 al 1988. Ordinato diacono il 27 febbraio 1988 e presbitero l'8 ottobre 1988 dal Servo di Dio don Tonino Bello. Animatore presso il Seminario Vescovile dal 1987 al 1989. Vice parroco presso la Concattedrale in Terlizzi dal 1989 al 1992. Parroco presso il Crocifisso in Terlizzi dal 1992 al 1996; presso Santa Maria della Stella dal 1996 al 2005; presso il Cuore Immacolato di Maria in Molfetta (Oratorio-San Filippo Neri) dal 2005 al 2006. Parroco presso i SS. Medici in Terlizzi dal 10 settembre 2014 - al... Incarichi diocesani: assistente del MSAC dal 1988 al 1990 e direttore dell'Ufficio per la Pastorale Scolastica. Dal 1990 al 1995 Direttore di Pastorale Giovanile. Padre Spirituale presso il Seminario Vescovile in Molfetta dal 2000 al 2003 e presso l'Anno Propedeutico al Seminario Regionale dal 2002 al 2013. Intanto nuovamente direttore di Pastorale Giovanile dal 2006 al 2011. Direttore Caritas Diocesana dal 2011 al 2016. Recentissima la nomina da parte del Vescovo a svolgere il ruolo di suo delegato presso la Comunità CASA in Ruvo di Puglia.

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