ACCOMPAGNATORI E FORMATORI PER UN PROGETTO DI VITA

E’ sempre di grande aiuto riscoprire il senso di una parola, andando a ripescarne le antiche radici etimologiche: la parola “progetto” deriva dal verbo latino “proicio” e dal suo participio passato “proiectum.”

Tre sono i significati fondamentali di questo verbo, che si possono poi applicare ai nostri percorsi di progettualità della vita.

- Il primo significato immediatamente intuibile è “gettare innanzi”. Come dire che tutta la nostra vita, a partire dal qui e ora si “proietta in avanti” cercando spazi e spiragli di creatività, in una apertura al futuro costruttiva e non angosciata.  Un progetto di vita costruito sull’amore è quindi un antidoto a quella forma “culturale” di ripiegamento su se stessi, a quella ricerca esasperata della propria individualistica “privacy”. E’ il coraggio dell’uomo “pellegrino” che nella vita sa di avere una meta da cercare e da raggiungere, capace di camminare sempre verso l’inedito.

- Una seconda e significativa dimensione della parola “progetto” si rifà al senso del “costruire, dell’edificare qualcosa”.  Avere un progetto esistenziale e valoriale significa quindi sentirsi progettisti ed architetti della propria esistenza. In questo senso è davvero singolare trovare un‘analogia profonda con una modalità di intendere la “sapienza” biblica, la sapienza del cuore.  Il testo del Siracide (38,31-39,11), la lega in maniera stupenda alla edificazione di qualcosa , casa o città, che domandi occhio penetrante e lungimirante e insieme capacità di valutazione concreta di necessità e costi per portare a compimento la costruzione iniziata.

- Da ultimo c’è un significato del verbo “proicio” che si rivela quanto mai utile e interessante per intuire e plasmare una progettualità vissuta nella dimensione vocazionale dell’amore.  Esso può anche significare “abbandonare, consegnare la propria esistenza a qualcuno”.  Come non rintracciare la dinamica fondamentale di una “relazione amorosa basata radicalmente sulla fiducia”?  Quella fiducia che ci viene descritta in  Osea 11,1 ss. in cui  ci presenta la rassicurante tenerezza di un guancia a guancia tra il bambino e la sua mamma o l’abbraccio protettivo di un padre verso il figlio, come metafora dell’amore di Dio per il suo popolo.  Del resto questa è anche la dinamica profonda della relazione amorosa: la capacità di consegnarsi senza riserve al cuore della persona amata, sapendo che lì, tutto ciò che di più prezioso la nostra vita possiede, è al sicuro.  Un amore che sa entrare in una spirale di trascendenza quando diviene il sereno e semplice abbandono della propria vita nelle braccia di Dio, accolti dal suo occhio buono perché provvidente, sapendo che ciascuno di noi è prezioso ai suoi occhi (cf Is 43,4).  La dimensione più profonda dell’amore è il sentirsi accettati e accolti così come siamo in una “tenerezza  di reciprocità”, capace di stabilire una situazione rassicurante per il  cuore, in cui ansie e paure segrete della vita si placano e si ricompongono in un maggior senso di armonia.

Mentre accompagniamo come educatori i passi dei nostri ragazzi, anche noi riscopriamo per noi stessi il profondo significato di un cammino personale e comunitario che si fa progetto di vita e di amore, dove ognuno cresce verso quella piena maturità che ci attrae e che ora contempliamo in Cristo, modello e mèta di ogni persona.

 

parroco

Nato a Terlizzi il 15 aprile 1963. Battezzato nello stesso giorno presso la Parrocchia dell'Immacolata. Alunno del Seminario Vescovile in Molfetta da ottobre 1974 a giugno 1982. Diplomato presso il Liceo Classico in Molfetta nel mese di luglio 1982. Alunno del Seminario Regionale in Molfetta dal 1982 al 1988. Ordinato diacono il 27 febbraio 1988 e presbitero l'8 ottobre 1988 dal Servo di Dio don Tonino Bello. Animatore presso il Seminario Vescovile dal 1987 al 1989. Vice parroco presso la Concattedrale in Terlizzi dal 1989 al 1992. Parroco presso il Crocifisso in Terlizzi dal 1992 al 1996; presso Santa Maria della Stella dal 1996 al 2005; presso il Cuore Immacolato di Maria in Molfetta (Oratorio-San Filippo Neri) dal 2005 al 2006. Parroco presso i SS. Medici in Terlizzi dal 10 settembre 2014 - al... Incarichi diocesani: assistente del MSAC dal 1988 al 1990 e direttore dell'Ufficio per la Pastorale Scolastica. Dal 1990 al 1995 Direttore di Pastorale Giovanile. Padre Spirituale presso il Seminario Vescovile in Molfetta dal 2000 al 2003 e presso l'Anno Propedeutico al Seminario Regionale dal 2002 al 2013. Intanto nuovamente direttore di Pastorale Giovanile dal 2006 al 2011. Direttore Caritas Diocesana dal 2011 al 2016. Recentissima la nomina da parte del Vescovo a svolgere il ruolo di suo delegato presso la Comunità CASA in Ruvo di Puglia.

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