Esserci, dicembre 2005

 

Natale 2005

“Non temete! Ecco vi mando una gioia grande! Oggi vi è nato il Salvatore, che è Cristo Signore! Questo per voi il segno: Troverete un bambino avvolto in fasce che giace in una mangiatoia!” (Lc 2,10-12 modif.).

Carissima Comunità di S. Maria della Stella, sono parole in intensissima speranza queste che ci annunciano il Natale del Signore. Con la nascita di Gesù Cristo il cammino dell’umanità acquista un nuovo significato. Tutto comincia a compiersi. Si apre un futuro definitivo di pienezza e di pace. La storia va verso la salvezza.

Questa terra, bella e tormentata, è “abitata” da Dio! Lui ha “piantato la sua tenda tra noi”. E orienta la nostra intera esistenza, se vogliamo.

Carissimi, nei confronti di quanti ci incontrano, come credenti siamo debitori di una Speranza ricevuta senza merito e capace di dilatare gli orizzonti di vita, dandole un senso pieno.

Questa Speranza ha un nome e un volto: è Gesù Cristo! Questa Speranza ci dà ragioni di vita, di bene, di impegno. Accogliamo dalle mani materne e tenerissime di Maria SS.ma il dono inestimabile di suo Figlio! Ne abbiamo assoluto bisogno! E annunciamolo e portiamolo al mondo. Ne ha esso pure bisogno urgente ed assoluto!

Il Bambino Gesù inondi il vostro cuore e la vostra casa di tanta serenità e di tanta grazia!

Buon Natale, carissima Comunità di S. Maria della Stella.

don Michele

 

Dal Sinodo: la Chiesa si interroga 

Il Sinodo dei Vescovi è una istituzione ecclesiale comunionale e partecipativa per l’individuazione e l’avvio a soluzione di bisogni emergenti per il buon governo pastorale della Chiesa da parte dei Vescovi, rappresentanti delegati di tutto l’Episcopato cattolico. Al Santo Padre spetta poi indicare le soluzioni operative appropriate in materia con una sua Esortazione Apostolica post-sinodale, indirizzata all’episcopato, al clero e ai fedeli.

L’istituzione sinodale ha compiuto i suoi quarant’anni, perché ebbe inizio, sul finire del Concilio Ecumenico Vaticano II, con il motu proprio “Apostolica sollecitudo” di Paolo VI del 15 settembre 1965.

L’undicesima assemblea sinodale generale ordinaria, celebratasi dal 2 al 23 ottobre scorso in Vaticano ha avuto per tema “L’Eucaristia – sacramento di unità e di pace”, nei suoi molteplici aspetti della vita della Chiesa e, a conclusione, ha presentato al Santo Padre Benedetto XVI cinquanta Proposizioni che devono avere sviluppo operativo per l’evangelizzazione, la missionarietà e l’ecumenismo.

Sono state queste le tre priorità specifiche negli interventi dei circa 250 partecipanti tra Vescovi, delegati di Congregazioni e Ordini religiosi, di Teologi e di esperti che hanno interessato il ministero di servizio della Chiesa, tra la gente e per la gente, con lo sguardo sempre rivolto all’Eucaristia, fonte e culmine della vita della Chiesa. Il Papa non ha fatto mai mancare la sua presenza durante gli interventi dei Padri sinodali e la conseguente discussione aperta a tutti i partecipanti.

L’Eucaristia, che è nutrimento per la vita di fede del cristiano, è pura parola formativa, adorazione costante, sacramentale vincolo di comunione ecclesiale e fraterna nel suo gioioso e perfetto svolgimento liturgico rituale. I Padri sinodali, preoccupati per la mancanza di vocazioni sacerdotali, hanno indicato alcune possibili soluzioni alternative per la partecipazione dei fedeli alla celebrazione eucaristica, ma hanno sottolineato con fermezza che è il sacerdote, con la gioia del dono del celibato, che fa l’Eucaristia, la presiede e invita i fedeli alla festa domenicale, al “Dies Domini”, al “Giorno del Signore”, a testimonianza della sua gloriosa Resurrezione. Pressante è l’invito a pregare il “Padrone della messe”, affinché susciti e mandi tanti operai per il suo servizio.

L’utilizzo della lingua latina nelle celebrazioni eucaristiche per gli incontri internazionali è segno evidente dell’unità e della universalità della Chiesa (cfr. proposizione n. 36).

I Padri sinodali, pur esprimendo una “sofferta preoccupazione” per i fedeli divorziati e risposati che “non possono essere ammessi alla comunione eucaristica”, sottolineano che essi “appartengono alla Chiesa, che li accoglie e li segue con speciale attenzione, perché coltivino uno stile cristiano di vita attraverso la partecipazione alla Santa Messa, pur senza ricevere la Santa Comunione, l’ascolto della Parola di Dio, l’Adorazione Eucaristica, la preghiera, la partecipazione alla vita comunitaria, il dialogo confidente con il sacerdote o un maestro di vita spirituale, la dedizione alla carità vissuta, le opere di penitenza, l’impegno educativo verso i figli” (cfr. n. 40).

Per quanto riguarda l’aspetto ecumenico in fatto di Eucaristia si sottolinea la “piena communio della Chiesa” e che “la Comunione Eucaristica e la comunione ecclesiale si appartengono intimamente” (cfr. n. 41). E poiché l’Eucaristia, in quanto sacrificio di Cristo, è mistero di liberazione, di costruzione di pace e di riconciliazione e di difesa della dignità umana, “i politici e i legislatori cattolici devono sentirsi particolarmente interpellati nella loro coscienza, rettamente formata, sulla grave responsabilità sociale di presentare e sostenere leggi inique. Non c’è coerenza eucaristica quando si promuovono leggi che vanno contro il bene integrale dell’uomo, contro la giustizia e il diritto naturale”.

In questo cammino eucaristico è sempre Lei, Maria, “Donna Eucaristica”, che intercede per noi, ci aiuta e ci accompagna.

don Michele Rubini

 

Inaugurazione del Cortile Oratorio (18 settembre 2005)

L’oratorio di S. Maria della Stella ha il suo cortile, spazio che educa alla vita, spazio aperto che si fa accoglienza, possibilità concreta di vita comunitaria e fraterna.

Dedicato a San Domenico Savio, per sua intercessione vogliamo chiedere a Dio di rendere il nostro cuore contento, cioè capace di contenere, come questo cortile, tante persone, e di poter assumere l’impegno spirituale di contenerle tutte, portarle con noi anche al di là dei confini di questo recinto che non sempre ci vedrà presenti, ma al cui solo pensiero ricominceranno a ridisegnarsi nel nostro animo i volti dei fratelli e delle sorelle che condividono questi beni.

Vogliamo chiedere a Dio che ci faccia considerare con più attenzione le finalità dell’Oratorio, soprattutto nel suo alto valore spirituale, considerare il cortile come anticamera della casa del Padre, dove non solo si incontra la Vita del nostro Salvatore ma la si riceve in dono con abbondanza. E vogliamo chiedere alla Vergine Maria, Stella del nostro cammino, che la nostra superficialità non offuschi lo splendore del vivere insieme come fratelli, e che le attività oratoriane non alimentino la falsa certezza che è sufficiente stare bene insieme, senza poi curarsi di mirare sempre all’essenziale, cioè ottenere la vita del suo Figlio Gesù Cristo e diffonderla tra la gente come segno di speranza.

Con questo Cortile dell’Oratorio, insomma, non ci viene consegnato solo un compito sociale, pur importante e necessario, ma ci viene richiesta una grande responsabilità nella testimonianza cristiana… Dio, la Madonna, San Domenico Savio ci aiutino!

All’inizio del terzo millennio, nella comunità di S. Maria della Stella, l’Oratorio si pone come crocevia di ogni iniziativa educativo-pastorale e spirituale della parrocchia. E’ un ulteriore tassello del mosaico che di questa comunità si va componendo, a servizio dei singoli e dell’intero territorio, soprattutto dei ragazzi e dei giovani.

Le finalità pastorali sono richiamate anche dai documenti della Chiesa e ribadite da Papa Giovanni Paolo II nel discorso agli animatori ed educatori il 2 maggio 1991:

  1. un annuncio di conoscenza e di incontro con il Cristo, vero Uomo e vero Dio, il Dio della giovinezza che parla ai giovani con il loro linguaggio, la loro ricettività, nel loro ambiente, attraverso i loro interessi (il tempo libero, lo sport, l’affettività);
  2. una condivisione che presuppone anzitutto una scelta per i giovani e con i giovani, capirli e amarli;
  3. un cammino insieme, dentro e fuori dell’Oratorio, che sappia superare le logiche di gruppo e di una pastorale tradizionale fatta solo di passaggi, senza coinvolgimento vitale dei soggetti…

E perché non poter pensare alle meraviglie di Dio, raccontate dalla vita dei ragazzi e dei giovani? Cosa ci impedisce di poter scommettere sui giovani, che hanno nel cuore il mondo, che sentono la vita palpitare d’amore e si nutrono di sentimenti di pace?

Sia sempre così, come desideriamo questa sera, con il cuore ricolmo di gioia, di stupore e di gratitudine per questo dono, sostenuti dal pensiero di te, Simona, giovane vita nelle mani di Dio, portata dalle ali della libertà più alta e più pura, lì dove l’arcobaleno sembra sparire… ma solo per splendere su un altro orizzonte che il tuo sorriso proietta in questo cortile… nei nostri momenti difficili, sii tu, Simona, la nostra ala di riserva.

don Francesco de Lucia

 

amministratore

Questa è la descrizione dell'Amministratore del sito.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *