Rimanete in me e io in voi

“Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla…”

Gv 15,1-8
qui il testo: bit.ly/2E0PTbR

RIMANETE IN ME E IO IN VOI
Rimanete in me! Questo imperativo sembra stridere con quelle che sono le ambizioni di libertà costitutive dell’uomo. Come se Gesù ci volesse solo per lui, incatenati a lui.
In realtà, lo sappiamo bene, l’uomo non ha mai ascoltato i consigli di Dio e ha sempre fatto di testa sua. E Dio glielo ha sempre permesso!
No. Il “rimanete in me” non è il bloccare le nostre spinte autonome, gli slanci, la creatività.
Il “rimanete” è come dire: “Per favore fermati qui davanti a me, ti sto facendo più bello di quello che sei. Non temere, ti sto plasmando per il tuo bene, per la tua felicità. Non scappare”.
L’esempio più calzante è quello dello scultore che lavora per sottrazione. Toglie qualcosa con colpi decisi di scalpello. Lo scultore pota come il vignaiolo. Ma se lo fa è perché vede la scultura dietro il blocco di marmo.
Ecco, Dio vede quella meravigliosa creatura che siamo noi dentro l’umanità di cui siamo stati plasmati. Per questo ci dice: “Rimani nel mio amore. Stai fermo. Non vedi che sto facendo di te, quello che sei veramente?”

“Signore, non lasciare che mi allontani da te!”

don Nino Prisciandaro

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