Esserci, maggio 1994

 

Pregare con Maria

Da qualche giorno è cominciato il mese di Maggio. Per tradizione cristiana questo mese è dedicato alla Madonna e le persone che vogliono esprimere la loro devozione a Maria si raccolgono in un garage o in una casa e, attorno ad una immagine della Madonna, recitano il Rosario.

Perché tutto questo? Forse per respirare sapori di altri tempi, quando le donne al termine di una giornata faticosa si ritrovavano in piccoli gruppi sugli usci delle case e lì raccontavano i fatti della giornata, oppure perché oggi, presi come siamo dal vortice della giornata, si ente il bisogno, cadenzando quelle Ave Maria, di fermare il tempo.

Ma io credo che accanto a questi motivi che nascono dai bisogni dell’uomo ce ne sia uno che viene suggerito dalla Madonna stessa. Infatti nella storia delle apparizioni della Madonna in vari luoghi l’invito che Lei ha rivolto sempre è stato quello di pregare: con Santa Bernadette è Lei stessa che, con la corona del Rosario in mano, prega. L’invito fatto da una persona così autorevole non può passare sotto silenzio. E ed ecco che molti cristiani rispondono all’invito di Maria e recitano il Rosario.

don Franco

 

Buon Ventitré, Parrocchia!

Il 22 aprile, con un recital, abbiamo festeggiato il ventitreesimo anniversario della nostra Parrocchia.

Sono stati letti brani dei Vescovi presenti nella nostra Diocesi dal 1970 in poi, alcune riflessioni di don Giuseppe Barile, di don Franco Vitagliano, un pensiero di Aldo Moro e preziose indicazioni, fornite da don Felice di Molfetta, su com’era fatta, prima e dopo la consacrazione, la nostra Santa Maria della Stella.

In questo modo si è cercato, inserendola in un contesto più generale, di ricostruire la storia che ha visto il suo momento culminante nella settimana in cui, dal 7 al 14 aprile 1991, don Tonino ci ha fatto dono della sua visita pastorale, stando in mezzo a noi e regalandoci un forte momento di Grazia.

Molti, moltissimi brani di don Tonino sono stati letti, con viva emozione, da bravissimi lettori ed ascoltati, con altrettanta compartecipazione dai presenti, in verità non moltissimi. Un grazie di cuore a Santina, Emilia, Anna, Roberto, Giuseppe e Francesco che hanno interpretato, non solo letto, a meraviglia questo recital.

Un grazie ancora al dott. Bernardi, direttore della Biblioteca Comunale, che mi ha messo a disposizione le annate di Luce e Vita, da cui ho attinto brani e preghiere, e cercato i momenti più significativi della storia della nostra Parrocchia.

Permettetemi di fare ammenda di un imperdonabile lapsus commesso nella preparazione del recital: nella storia recente, Santa Maria della Stella si è arricchita del validissimo contributo di un sacerdote e di un diacono, collaboratori di don Franco: mi riferisco a don Alfredo e a don Mario.

Non vogliatemene! E spero di aver rimediato, comunque, citandoli nel nostro giornale che so, sappiamo, viene sempre più letto perché è ormai diventato un punto fermo della nostra Parrocchia alla quale, in questo ventitreesimo anniversario, rinnoviamo cordiali auguri.

Francesco Santeramo

 

Il saluto della Comunità parrocchiale al Vescovo

Ecc.za Mons. Donato Negro,

la Comunità parrocchiale di Santa Maria della Stella La saluta con tutto l’affetto, la stima che si può provare nei confronti del Vescovo, nostra guida e nostro Pastore.

Lei, carissimo Mons. Donato Negro, come Vescovo ha un preciso compito: aiutarci a discernere, a capire sempre di più, che nella fede in Cristo è il gusto e il senso della vita di ogni credente.

Noi, come Comunità parrocchiale, abbiamo un altro compito: conoscere sempre più i Suoi indirizzi, i Suoi programmi. Lo facciamo con la fede di chi sa, si fida dei progetti del Signore che ha posto Lei a guidare questa nostra Diocesi, in questo momento della Storia.

La nostra è la Comunità parrocchiale più giovane di Terlizzi: ha poco più di 22 anni ed è costituita in larga parte da quartieri, rioni sorti in questi ultimi 10-15 anni.

Molti di coloro che vi abitano sono giovani coppie o famiglie che, a prezzo di tanti sacrifici, hanno acquistato, stanno faticando per acquistarsi una casa tutta loro.

Il quartiere, il territorio di questa Comunità parrocchiale palpita, vive le stesse speranze e le stesse paure di tutta la città: la speranza, le speranze, l’impegno, la voglia di crescere in un ambito civile e religioso.

Che questa Comunità viva per intero la propria condizione, a fianco di coloro che vi abitano, la dimostrazione è data anche dalla stessa mancanza di una costruzione di una chiesa più ampia. Interessi privati, errori ed omissioni pubbliche, hanno rallentato la costruzione di una chiesa nella zona di più recente espansione edilizia.

Questa, Eccellenza, è una Comunità giovane, ed anche se non ha un luogo più ampio per pregare, è vigile, attenta nello sforzo di testimoniare Cristo nelle iniziative ed occasioni di riflessione, di preghiera, di incontro che si costruisce.

E’ una Comunità che ha avuto negli ultimi tempi delle tappe ben precise che l’hanno contraddistinta:

-la venuta del nuovo parroco, qualche anno fa, sulla scia del lavoro instancabile del precedente parroco, ha dato una scossa salutare all’intera Comunità;

-il contributo di diversi di noi ai disagi, ai problemi del quartiere, attraverso la partecipazione ad una forma di protesta molto forte degli abitanti della zona per richiamare l’attenzione dei pubblici amministratori sulle necessità ivi esistenti;

-il dono, due anni fa di ricevere il Vescovo in visita pastorale parrocchiale; in quel momento il Vescovo ci ha consegnato l’invito ad aprirci a tutti, ma proprio tutti, perché forse la colpa non è di San Tommaso, l’incredulo, il lontano, ma sono proprio i ”vicini”, che non riescono ad essere talmente credibili da togliere ai tanti San Tommaso il dubbio, la paura di una Chiesa e di una fede sempre più bella, più giovane, interessante, ricca e forte di grande umanità;

-la presenza di un diacono permanente e di un seminarista di liceo presso il Seminario Diocesano;

-il dono di ricevere per una settimana la presenza di alcune suore e di alcuni giovani che hanno invaso le strade della Comunità parrocchiale e, a mo’ quasi di Missione popolare, hanno gettato semi di fede, speranza e carità;

-la consacrazione di un giovane venticinquenne della Comunità nella Congregazione dei Passionisti; la futura ordinazione diaconale e sacerdotale prevista entro quest’anno ci arricchirà ulteriormente.

Voglia Ecc.za Mons. Donato Negro benedire l’impegno dei catechisti, della Confraternita, del gruppo di Preghiera di Padre Pio, del gruppo Famiglia, della Caritas, dell’Azione cattolica e di quanti operano nella Parrocchia.

Le offriamo un piccolo e sincero dono: una pianta, segno del lavoro e della fertilità di quanti operano e lavorano nella Chiesa del Signore.

Voglia confortare i nostri passi e Lei, che è stato anche parroco in una parrocchia della Diocesi di Lecce, capirà anche le nostre debolezze e le nostre paure. Ci sproni sempre più a vivere e testimoniare Cristo nei nostri fratelli, nei mille modi, nelle mille situazioni che ogni giorno viviamo.

La Comunità  parrocchiale

 

L’avete fatto a me

Incarnare un carisma come quello del “servizio ai poveri” significa accogliere nella propria vita la provocazione continua dell’altro, del fratello che è nel bisogno, sperimentando la salutare inquietudine della Carità. “Charitas Christi urget nos” è il nostro motto: è l’Amore di Cristo che ci spinge verso i poveri.

Questa urgenza della Carità ci ha spinte, coaì, al di là dei confini territoriali, per raggiungere fratelli che vivono in situazioni esistenziali davvero precarie. La scorsa estate, infatti, seguendo gli imprevedibili disegni della Provvidenza, siamo state due settimane a Zheja-Mamuras, un villaggio albanese situato 50 km a nord di Durazzo, dove da circa due anni si è stabilito don Carmelo La Rosa, un sacerdote di nostra conoscenza. Eravamo un gruppo di cinque suore, due signore e 14 ragazze, al quale si sono aggiunte 5 ragazze albanesi che ci facevano da interpreti.

Dopo un intenso periodo di preparazione, siamo giunte a Zheja con un progetto ben definito, che prevedeva attività di vario tipo: animazione tra i bambini e i ragazzi, dialogo e confronto con i giovani, visite alle famiglie, educazione e intervento sanitario, educazione domestica, condivisione di momenti di preghiera. Ciò che soprattutto ci animava erano gli ideali e gli obiettivi che avevano ispirato il progetto. Eravamo partite dal presupposto di non andare a fare assistenzialismo, e dalla convinzione che dovevamo presentarci con un atteggiamento di povertà, accoglienza e rispetto dell’altro.

Venute a conoscenza delle condizioni di vita del popolo albanese, infatti, avevamo sentito il bisogno di condividere situazioni, di metterci a servizio, di aiutare a credere nella possibilità di risorgere, di dare speranza. Tale è stata la nostra missione a Zheja. Abbiamo potuto vedere con i nostri occhi la “Miseria”, ossia l’assenza più totale di ciò che essenziale alla vita, dal cibo agli indumenti, dalle abitazioni al lavoro, dai servizi ai mezzi di sussistenza, ecc. Abbiamo potuto capire perché, dietro occhi intelligenti e pensosi, affettuosi e comunicativi, si nasconde un uomo a volte rassegnato nella propria miseria, a volte inerte e poco volitivo, capace solo, se spinto a reagire, di cercare soluzioni in altre terre, poiché la propria sembra non promettere nulla.

Eppure quanta ricchezza di possibilità umane, morali, spirituali, culturali e sociali abbiamo potuto scorgere nei nostri incontri col popolo albanese! Tutta una ricchezza che va valorizzata, promossa, fatta emergere, perché acquisti forme adatte all’uomo.  Essendoci lasciate coinvolgere profondamente dalla realtà di questo popolo, abbiamo sentito che il Signore ci chiedeva di non dimenticare, di non vanificare la speranza che eravamo riuscite a trasmettere a quelle persone. E’ nato, perciò, il progetto “Insieme per l’Albania” che si propone di dare risposte concrete a tutte le esigenze dell’uomo: spirito, educazione, formazione umana e culturale, sanità artigianato, agricoltura, strutture e servizi, e che è sostenuto e promosso da un gruppo di volontari guidato dalle Oblate.

La costruzione di un ambulatorio, per il quale durante questa quaresima la Comunità parrocchiale della Stella ha raccolto dei fondi, è uno dei punti di partenza, poiché abbiamo constatato, direi drammaticamente, l’assenza più assoluta di mezzi sanitari. Il gruppo, inoltre, ha raggiunto Zheja già in altre occasioni, come quella del “Natale in Albania”, e si appresta ad una nuova presenza dopo Pasqua, che sarà seguita da una missione estiva. Tutta l’attività si poggia sulla disponibilità di quanti hanno cuore, idealità, tempo, risorse ed entusiasmo da condividere con questi nostri “ricchi fratelli più poveri”.

Approfittiamo dell’occasione per sollecitare il coinvolgimento di quanti si sentono vicini aa questo tipo di problematica. Ringraziamo inoltre don Franco e l’intera Comunità parrocchiale per l’interesse e la collaborazione.

Oblate di S. Benedetto G. Labre (Opera don Grittani)

 

Una buona iniziativa

A Massafra durante la Via Crucis lungo la gravina tutti i partecipanti, su invito del vicario, hanno portato via un po’ dei rifiuti che avevano fatto del luogo una vera pattumiera. Conversione è anche questo. E’ un cambio di mentalità, che ci porti ad un maggior rispetto per l’ambiente. A sporcare e ad inquinare di meno.

Noi non abbiamo una gravina. Qualche giardino però sì, e qualche albero sparso che stenta a crescere, tra l’incuria di tutti. Giardini che sembrano anch’essi delle pattumiere. Non prati verdi ma terreno brullo con macchie di colore: non fiori ma plastica variopinta.

Nel triangolo su viale Federico II, proprio di fronte al centro parrocchiale, c’è di tutto, regolarmente lanciato dalle finestre di chi vi si affaccia: dai rotoli di carta igienica esauriti ai flaconi in plastica di shampoo e saponi, dagli assorbenti igienici alle bombolette di lacca. Vedere per credere. Non sarebbe più civile buttare tutto nel sacchetto dei rifiuti?

Ogni mattina il giardinetto vicino alla “Pappagallo” è tappezzato da buste di patatine e cartacce d’ogni genere. Perchè non fare due passi  ed utilizzare i cestini portarifiuti e soprattutto perchè non educare i propri figli a non sporcare? E perchè non parlare ad essi dei danni da alcolici, viste le lattine vuote e le bottiglie di birra, spesso frantumate, che al mattino si notano un po’ dappertutto?

Nella zona Chicoli è anche peggio. In attesa della sistemazione definitiva l’asse servizi è quasi solo discarica di materiali di risulta. La buona volontà dei singoli si è concretizzata in piccoli giardinetti attorno alle palazzine portati su con grandi sacrifici. Non ha avuto alcun seguito l’idea di piantare alberi lungo viale A. Moro, venuta fuori in quell’incontro, ormai storico, con il sindaco presso il centro. Ma non è più tempo di aspettarsi tutto dalle istituzioni pubbliche. Non c’è qualche vivaista che possa regalare qualche pianta per abbellire le vie del quartiere, proprio come di recente è stato fatto a Bari?

Così la filosofia del “tanto c’è chi pulisce” ora è ancor meno valida che in passato. Anzi, diamo l’esempio e, malgrado la quaresima sia finita, percorriamo il nostro cammino di conversione: troviamoci … davanti alla chiesa muniti di guanti robusti e di una solida busta. Accogliamo degnamente la nuova primavera: la Natura ci ringrazierà.

Giuseppe Gragnaniello

 

Un sogno?

Il 29 ottobre 1993, presi dal desiderio di bonificare la zona antistante il Centro parrocchiale, abbiamo pensato di realizzare un piccolo campo di calcetto. Spinti dall’euforia di questo pio desiderio, eravamo convinti che per le vacanze natalizie fosse possibile realizzare un progetto che doveva essere al servizio dei ragazzi. Per questo abbiamo organizzato un lotteria, abbiamo interessato gli abitanti della parrocchia ma… finora non si è realizzato nulla. Perché?

Perché avevamo semplicemente dimenticato la lentezza della burocrazia che, ad oggi, non ci ha rilasciato il permesso di recintare e quindi realizzare quel progetto. Ci scusiamo per quanti, come noi, avevano creduto ad una rapida realizzazione e speriamo che quanto prima questo sogno si realizzi.

(anonimo)

 

 

amministratore

Questa è la descrizione dell'Amministratore del sito.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *