Una nuova “Stella” in diocesi

Il 14 marzo è una data davvero importante per la comunità parrocchiale della Stella, per Terlizzi, ma anche per tutta la nostra diocesi. Mons. Donato Negro dedicherà la nuova chiesa parrocchiale di Santa Maria della Stella.

L’avvenimento suggella un sogno accarezzato per molti anni da una comunità che, sin dalle sue origini, ha dovuto fare i conti con una realtà piena di fermenti, in continua espansione e l’esiguità di spazi e strutture.

Le dedicazione della nuova chiesa è l’ultimo atto di un iter più che decennale ed irto di problemi burocratici, che ha visto dapprima la realizzazione di un centro parrocchiale confortevole e funzionale, un vero e proprio laboratorio di crescita e socializzazione, e, dopo qualche anno, l’edificazione della nuova chiesa.

La nuova costruzione si erge in tutta la sua maestosità tra viale Federico II e via Aldo Moro, in un quartiere giovane di circa cinquemila abitanti, destinati certamente a crescere, considerata l’approvazione del nuovo Piano Regolatore.

Già ad un primo colpo d’occhio, organismo ecclesiale s’impone per la sua presenza discreta, essenziale, lontana dai toni retorici e dalle architetture enfatiche e pretenziose. Il progettista, l’arch. ing. Michele Amendolagine, con la collaborazione dell’arch. Anna Maria Vendola, per gli elementi decorativi e gli interni, è riuscito a rendere plasticamente l’idea del sacro che irrompe silenziosamente nello spazio e nel gorgo dei tumulti esistenziali. Richiamando in qualche modo i canoni romanici e la tradizione costruttiva terlizzese, l’architetto ha saputo raggiungere una condizione mistica dello spazio coniugandola con la necessità di rendere visibile il concetto di “partecipazione”. Infatti, con la riforma liturgica del Concilio Vaticano II, “la  chiesa è diventata oltre casa di Dio anche casa del popolo di Dio, e ciò comporta una nuova dignità e sacralità dell’assemblea; per questo – sostiene il progettista – attorno allo spazio centrale, microcosmo di concentrazione e di incontro, quasi per gemmazione si delineano, internamente ed esternamente, gli spazi destinati a segnare le tappe del cammino spirituale dell’uomo verso Dio: il fonte battesimale, l’area della riconciliazione, il Tabernacolo e la cappella feriale”.

Anche gli artisti, Maria Bonaduce, Giuseppe Vallarelli, Antonio Gesmundo, Pietro De Scisciolo, coinvolti nella realizzazione degli arredi, delle vetrate, dell’ambone e dell’altare, hanno saputo esprimere coralmente, attraverso le forme della materia, l’Unica Bellezza e l’afflato religioso dell’uomo moderno.

Ma, il tempo materiale è la tenda che Dio ha voluto porre tra gli uomini, ed è senz’altro una presenza significativa, sia per chi entra e siede in prima fila, sia per chi invece preferisce rimanere in disparte, con il suo bagaglio di gioie e preoccupazioni. Negli odierni contesti urbani sempre più anonimi, disaggreganti, poveri di spazi di dialogo e di accoglienza, la parrocchia è spesso l’unico riferimento sociale e religioso; è l’unica istituzione pronta ad accogliere e a farsi carico di un’umanità frammentata, con poche certezze, incapsulata da stupidi individualismi e dalla frenesia del potere. In una società incrinata da storie di povertà e solitudine, dove si uccide per poche migliaia di lire, la parrocchia è forse l’unico laboratorio in cui si rigenera la fiducia nella vita, la sola scuola in cui si studiano “le strategie più adatte per avviare i percorsi di umanizzazione dell’esistenza”.

La vita di ogni parrocchia è sempre dinamica, ed alla “Stella” ne sono prova i corridoi del Centro parrocchiale affollati ogni settimana da più di 450 ragazzi vocianti che frequentano il catechismo, dai giovani da quelli del gruppo liturgico, della Caritas parrocchiale e del gruppo culturale. Sostiene Tonia Sgobba, membro del Consiglio Parrocchiale: “Siamo Chiesa in un mondo sempre più secolarizzato. Per questo spesso incontriamo difficoltà oggettive da affrontare come indifferenza, individualismo, timori e mille preoccupazioni quotidiane… Tuttavia, in fase di analisi dei problemi e nell’elaborazione di strategie concrete per realizzare gli orientamenti pastorali della diocesi, nella nostra parrocchia il Consiglio Pastorale è sempre presente ed attivo, senza trascurare l’attenzione al territorio, che man mano cerca di configurarsi sempre più alle esigenze attuali, pur sapendo che ciò che è stato è sempre piccola cosa rispetto a ciò che si deve ancora fare”.

Dunque la sfida per la parrocchia di Santa Maria della Stella è che le strutture materiali, ormai al completo, possano trasformarsi sempre più in strutture di vita, in una comunità di uomini e donne, giovani e adulti, pronti a costruire ponti di speranza.

Franca Maria Lorusso

 

Luce e Vita, n. 11, 14 marzo 1999       

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