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COLLEGAMENTI, RELAZIONI OLTRE LE CONNESSIONI

Come nei precedenti anni associativi l’AC, fedele alla sua scelta religiosa, confermata questa nel suo statuto che guida tutti i suoi passi formativi, anche quest’anno ha seguito il genio e la sregolatezza dei nostri responsabili diocesani, sollecitati dallo Spirito divino “che soffia dove vuole”, ed ha messo in moto il focus sul nuovo stile di vita titolato “CollegaMenti, relazioni oltre le connessioni”, al quale la nostra associazione parrocchiale ha aderito con entusiasmo.

Si tratta di un percorso di consapevolezza che investe tutte le fasce di età, dai bambini ai ragazzi, dagli adolescenti ai giovani, dagli adulti…e…perché no…fino agli adultissimi .

Tale percorso nello stile dell’AC, che mira ad incarnare nel concreto della vita quotidiana la nostra icona per eccellenza, il nostro VIP superlativo…il Cristo, possiede una sana e forse malcelata velleità: quella cioè di sviluppare uno spirito critico sull’utilizzo delle nuove tecnologie e dei social network e su tutto quanto questo possa influenzare la nostra vita di relazioni.

Ecco l’esempio del guanto in lattice: informe se preso in maniera a se’ stante, ma che indossato prende la forma della mano stessa che lo infila.

Così sono le innumerevoli ed infinite connessioni che avvengono mediante le nuove tecnologie: prendono la forma di quello che noi siamo. Sta a noi stessi indossare nella maniera critica questa componente tecnologica della vita dell’uomo e darle quella connotazione positiva che permette di ampliare i rapporti tra le persone.

Posso infatti chattare con un amico che fisicamente si trova a chilometri di distanza e sentirlo vicino, suggellando così, e non sostituendo, il contatto visivo fatto di voci, di sensazioni, di abbracci, di sguardi.

Io confesso di preferire il contatto fisico con le persone anziché quello virtuale che forse elude il coraggio e non permette di gustare la bellezza dello stare insieme in maniera reale. Ma ciascuno di noi che connotazione dà all’utilizzo di Facebook, Twitter, Whatsapp, Instantgram ecc.? Qual è il modo più equilibrato di “indossare” questi mezzi? Interroghiamoci su quello che in questo momento facciamo ed elaboriamo un modo sano di interfacciarci gli uni con gli altri.

Lo scopo della campagna, forse ambizioso e sfidante per noi di AC, è quello di saper scorgere il rischio di rimanere imprigionati per sempre nel bozzolo del mondo virtuale, e nel contempo quello di saper anche vedere evolvere in crisalide il nostro modo di comunicare per liberare poi la farfalla più bella che è metafora di quel rapporto gioviale, sincero e limpido con chiunque ci e’ accanto anche utilizzando con intelligenza e saggezza le modalità tecnologiche a nostra disposizione.

Chissà come erano vividi e luminosi gli occhi di Maria e di Elisabetta quando si sono incontrate nella icona evangelica della Visitazione che abbiamo preso a paradigma per la campagna!

È a quegli occhi che vogliamo assomigliare, sono quegli sguardi che vogliamo avere per sempre anche se “siamo nella rete”, così da offrire agli altri il nostro “profilo” più autentico.

Francesco Fiore

Aderente AC

amministratore

Questa è la descrizione dell'Amministratore del sito.

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