L’omaggio del Papa e del Presidente Mattarella a Don Bosco

matt_1(ANS – Roma) – Ha ragione il Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime, quando ripete che Don Bosco e il suo carisma non sono un patrimonio solo della Famiglia Salesiana, ma dell’intera umanità. Ne sono stati l’ennesima prova, in questi giorni, i numerosi omaggi tributati al Santo dei Giovani da parte di persone di ogni realtà e contesto. Tra tutti, ci piace segnalare la parole pronunciate il 31 gennaio da Papa Francesco, al termine dell’udienza generale del mercoledì, e dal Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, attraverso un apposito comunicato.

Dopo aver guidato una catechesi sul dialogo tra Dio e il suo popolo, il Santo Padre ha citato Don Bosco e lo ha indicato come modello per diverse categorie sociali: “Oggi ricordiamo san Giovanni Bosco, padre e maestro della gioventù. Cari giovani, guardate a lui come all’educatore esemplare. Voi, cari ammalati, sul suo esempio confidate sempre in Cristo crocifisso. E voi, cari sposi novelli, ricorrete alla sua intercessione per assumere con generoso impegno la vostra missione coniugale”.

Da parte sua il Presidente Mattarella ha dedicato un lungo comunicato alla figura di Don Bosco, a motivo del 130° anniversario della sua morte.

Ricorre oggi il 130° anniversario della morte di Giovanni Bosco, sacerdote fondatore dei Salesiani e delle Figlie di Maria Ausiliatrice, educatore che la società italiana ha avuto modo di apprezzare per l’attenzione ai giovani, per la passione, per l’impegno nell’aiutare tante persone in condizione di avvilente povertà ed emarginazione.

Le umili origini sono state, nella vita di Don Bosco, una radice dalla quale ha tratto permanente orientamento. La sua intelligenza, le sue doti di socialità, le sue grandi capacità organizzative, ispirate alla testimonianza evangelica, sono state dirette alla realizzazione di opere che hanno raggiunto un gran numero di ragazzi, di bimbi lavoratori, di giovanissimi, offrendo loro spazi preziosi di accoglienza, istruzione, formazione, di solidarietà, di crescita individuale e comunitaria. Seppe fare propria la questione sociale e costruire crescenti spazi di cittadinanza.

In molte parti dell’Italia e del mondo l’impronta di Don Bosco, e delle congregazioni da lui promosse, è tuttora viva. Tanti Italiani devono ai Salesiani un po’ della loro cultura, della loro formazione di cittadini. La continuità delle opere di Don Bosco rappresenta un contributo alla coesione e al progresso sociale, valori che arricchiscono un paese, e aiutano l’intera comunità ad affrontare le sfide dei tempi”.

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