L’immacolata e don Bosco – 1°Parte

ima_14_1L’Immacolata Concezione di Maria

Abbiamo appena celebrato il 150° anniversario della promulgazione del dogma dell’Immacolata Concezione, e penso che questo sia un momento privilegiato per approfondire la nostra devozione mariana in un elemento prioritario del carisma salesiano, che rimanda a quella intuizione pedagogica formidabile che è il Sistema Preventivo di Don Bosco.

Come tutti gli interventi di Dio, anche l’Immacolata Concezione di Maria è avvenuto per essere oggetto di celebrazione e ringraziamento a Dio che preservò la fanciulla di Nazaret dal peccato originale. In tal modo, Dio ci ha fatto vedere in Lei il Suo piano originale: “essere santi e immacolati al suo cospetto nella carità, predestinandoci ad essere suoi figli adottivi per opera di Gesù Cristo”, come canta con bellezza letteraria e profondità teologica l’inno della lettera agli Efesini (1,3-6.11-12).

Dio preservò Maria per invitarla ad essere cooperatrice della sua opera di salvezza, rendendola vergine-madre del suo proprio Figlio diletto, secondo il racconto dell’annunciazione del Vangelo di Luca (1,26-38).

Così, in Maria Immacolata, Dio restaura il paradiso perduto per la disobbedienza dell’uomo e della donna e introduce nella storia la nuova umanità attraverso questa nuova Eva e il suo figlio, nuovo Adamo.

Per noi salesiani, questa festa è tanto cara e significativa perché segna l’origine della nostra Congregazione. Noi tutti conosciamo bene quanto Don Bosco fosse convinto dell’importanza di questo dogma di fede: “Tutte le nostre cose più grandi ebbero principio e compimento nel giorno dell’Immacolata” (MB 17,510).

A mio avviso, la ragione più profonda per questa predilezione del nostro padre verso l’Immacolata si trova nella originalità della nostra vocazione di educatori dei giovani, perché Don Bosco vedeva nella Madonna, proprio come Immacolata, l’esempio e il frutto più perfetto del Sistema Preventivo di Dio.

Se all’origine della maledizione ci fu la disobbedienza dell’uomo e della donna (Gen 3,9-15), all’inizio della benedizione si trova l’obbedienza di una donna che accetta di collaborare con Dio per il suo programma di salvezza e, quindi, di diventare “serva di Dio”.

Il testo di Luca, oltre a raccontare l’esperienza spirituale di Maria, vuole rivelarci la pedagogia divina, il suo metodo salvifico. Da esso possiamo imparare a sentirci amati, “pieni di grazia”, a scoprire il progetto di Dio su di noi e ad assumerlo anche rinunciando – come Maria – ai nostri progetti personali, e ad incarnare Dio nella nostra vita, attraverso l’amorevolezza, per renderlo visibile ai giovani, così bisognosi dell’amore preventivo di Dio.

 

Fonte: Salesiani Piemonte

 

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