150° del primo arrivo di Don Bosco a Mornese

db_madremazz_(ANS – Roma) – Il 7 ottobre 2014 è una data significativa per l’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice e per Mornese, dove 150 anni fa (era il 1864) per la prima volta è arrivato Don Bosco e ha incontrato la popolazione. Si celebriamo perciò un evento storico in questo tempo di preparazione al Bicentenario della nascita del Santo.

di  FMA

Si legge nella Cronistoria: «Don Bosco arriva a Mornese il 7 ottobre sera, che è un venerdì, ed è anche la festa della Madonna del Rosario, su un cavallo bianco che gli ha fatto trovare don Pestarino, con un’ottantina di ragazzi, i migliori che ha a Valdocco. Alcuni suonano nella banda e hanno i loro strumenti, altri recitano, in modo particolare Gianduia. Ai bordi della strada che porta al paese i mornesini hanno acceso dei fuochi, come segno di gioia e di festa… Don Bosco dopo aver stabilito diverse relazioni nel territorio, lascia Mornese…».

Don Bosco è andato a Mornese, ha preso conoscenza di quello che si stava facendo e che si voleva fare, ha costruito legami con altre persone, alcuni ragazzi del posto sono andati a studiare nelle sue case: a Valdocco, a Lanzo Torinese o ad Alassio. E ha incontrato tre persone significative per la sua missione educativa: il Canonico Alimonda, Maria Domenica Mazzarello (Main) e don Giovanni Battista Lemoyne, che chiede di diventare salesiano.

È nato da qui, con il tempo, un interessamento vicendevole tra il gruppo di ragazze e Don Bosco, in modo particolare tra il Santo e Main. “La Mazzarello ha 27 anni, e qualcuno ha ipotizzato che tra lei e don Bosco sia nato il rispetto e l’attenzione, perché Don Bosco nella schiettezza che manifesta ha rivisto la serenità, l’impegno, la fede e la costanza di sua Madre, Mamma Margherita”.

Da allora tra il Fondatore e la futura Fondatrice si sviluppa una relazione di reciprocità improntata non solo alla direzione spirituale ma alla missione educativa. Il rapporto di reciprocità che stringono tra loro è fatto di gratuità, condivisione e comunione. Sin dagli anni 1862-1869 si avverte, da parte di Don Bosco, l’intuizione del valore della persona, del significato spirituale e del valore morale del gruppo delle Figlie dell’Immacolata, mentre da parte di Maria Domenica si evidenzia la significativa intuizione dell’umanità e della santità di don Bosco, nonché del suo carisma educativo.

Si legge nella Cronistoria: «Don Bosco arriva a Mornese con i suoi giovani nel 1864 per aprire un collegio per i ragazzi del paese. Maria lo guarda ed esclama: “Don Bosco è un santo, e io lo sento”. Don Bosco visita il piccolo laboratorio delle Figlie dell’Immacolata e ne resta molto colpito». Col passare degli anni vi è uno scambio di “senso”: di vedute, di proposta-accettazione, di condivisione, di collaborazione per il sorgere e consolidarsi di una nuova realtà verso la quale convergono i due “poli” della relazione, “corrispondendo” non solo psicologicamente e spiritualmente, ma anche storicamente. Maria Domenica, infatti, fu per Don Bosco un vero “aiuto” proprio per la sua comprensione e intuizione femminile dall’interno del carisma salesiano, e per il suo impegno totale e assoluto nel portare a compimento un disegno provvidenziale. Il suo apporto nella fondazione dell’Istituto fu, quindi, sostanziale.

Mornese oggi è un paese di circa 750 abitanti ed è ancora pieno di vita.

Fonte: Agenzia Info Salesiana

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