L’oratorio feriale è una scuola di amore e di rinascita civile

«Lanciatevi con energia in questa avventura straordinaria che è l’Oratorio – ha detto l’Arcivescovo – e fatelo insieme come una comunità che educa. Sappiate che l’oratorio, in particolare quello estivo, è uno dei fatti ecclesiali più importanti di tutta la via della nostra Chiesa ed è uno dei fatti sociali e civili più decisivi per far rinascere questo nostro Paese che ne ha tanto bisogno. Voi siete già ora gli attori di questa rinascita. La vita non è mai un gioco, ma per essere gioiosa ha bisogno che tu ti giochi. Essere presi a servizio è un segno di grande maturità, riempie il cuore dell’Arcivescovo di letizia, perché mostra che la nostra Chiesa ha un grande futuro per il bene di tutti».

Sono quasi diecimila gli educatori degli oratori estivi ambrosiani presenti. Adolescenti e giovani, riuniti in piazza del Duomo, «segno di speranza e gioia per la Chiesa». A sera, tutti davanti alla Cattedrale per l’incontro con il Cardinale, attesissimo, che arriva sul sagrato, accolto da un entusiasmo rumoroso e allegro. Quest’anno c’è anche una bella notizia che annuncia, durante la serata, don Samuele Marelli, direttore della FOM, un finanziamento della Regione Lombardia a coprire i 2\3 delle spese annue per 350 giovani impiegati negli oratori. Anche l’Arcivescovo ascolta e prende parte alla festa che si intitola, come il tema dell’Oratorio estivo 2014, “Piano Terra” e che si sofferma sul contesto simbolico dell’abitare là dove è venuto a dimorare il Signore.

Negli oltre mille oratori le attività inizieranno, generalmente, il 9 giugno e proseguiranno per quattro settimane o più, fino a oltre la metà luglio. Protagonisti in questa esperienza 50mila animatori. Una risorsa preziosa grazie alla quale sacerdoti, suore e adulti impegnati in oratorio riescono a offrire un qualificato servizio educativo, a bassissimo costo economico, alle famiglie di circa 300 mila ragazzini. E così le “stanze” di una casa che grande quanto il mondodiventano i luoghi simbolo di un’appartenenza che chiede gratuità, servizio, capacità di convivere, proprio come una famiglia, in cui si è capaci di dire – per usare le parole di papa Francesco – “per favore, scusa, grazie”.

La musica, le testimonianze, il viaggio tra i diversi locali domestici è come un avvicinarsi al cuore del significato dell’Oratorio estivo, che è casa umana e del Signore, spazio di crescita, di rapporti fraterni, di formazione e di gioco educativo, come suggerisce l’Arcivescovo. Poi, si giunge in “cucina”, luogo per eccellenza di servizio e, qui, prende la parola, applauditissima, Chiara Amirante, sorridente fondatrice della Comunità “Nuovi Orizzonti” che ha spiegato la missione dell’Associazione.

Poi, quelle parole che, scandite, rendono a pieno il senso del mandato di animatori che poco dopo il Cardinale conferirà ai ragazzi«Siete venuti qui liberamente per essere presi a servizio e allora si capisce perché l’Arcivescovo è con voi stasera, perché vi manda a educare, a questo splendido compito, ad accompagnare, nel concreto della vita, gli altri e soprattutto le generazioni che vengono dopo di noi. Se la nostra società fa fatica è perché ha perso il “filo rosso” del rapporto tra le generazioni. Spesso noi uomini di oggi schiacciamo la nostra faccia contro il muro e non vediamo più nulla mentre per avere futuro, prospettiva, bisogna avere il senso della profondità del passato. Cosa c’è di più formidabile dell’idea dell’Oratorio estivo che dura da cento anni, dove vivere sapendo con chiarezza che Lui è in mezzo a noi? Per questo vi mandiamo a educare».

Ma è chiaro – ammonisce Scola – che bisogna saper per chi si compie questo servizio nella gratuità: «Se lo faccio per Gesù, lo faccio per me è per gli altri. Lanciatevi con coraggio ed energia in questa dimostrazione straordinaria che è l’Oratorio estivo, fatelo insieme come comunità che educa. L’uomo cammina se conosce la meta, se, anche nelle sue debolezze, riconosce un senso. Sapendo che il Signore vive in mezzo a noi impareremo a poco a poco ad amare. Vi prego, vi scongiuro, di comunicare questo ai nostri piccoli».

Infine, la benedizione davanti alle sette fiaccole che hanno, in questi mesi, girato le altrettante Zone pastorali della Diocesi, e che accendono simbolicamente sette lanterne che volano in cielo, segno della luce della Parola che illumina mondo.

«Pensiamo ai tanti bimbi che hanno più bisogno, che ancora soffrono la fame in Africa, ai ragazzi che sembrano avere il futuro impedito, a chi vive il martirio cristiano, perché solo circondando il male con bene lo si vince. L’Oratorio feriale è una grande scuola di amore e vi insegnerà a fare le scelte giuste. Anche se ci sono nubi per il futuro, il sole vincerà, perché voi siete capaci di affrontare con energia ogni nebbia», conclude il Cardinale, cui viene donata, dalla Nazionale femminile di Pallavolo, la maglietta ufficiale che verrà indossata nei prossimi campionati del mondo, prima dell’abbraccio finale che accompagna il Cardinale verso casa.

 

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