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“L’isola che c’è” – L’Oratorio parrocchiale questa sera ai titoli di coda

Con la serata di questa sera, giunge al termine l’oratorio estivo parrocchiale dal titolo “L’Isola che c’è, per crescere e diventare grandi”Sussidi, un grest che piace a tutti e che tutti conoscono perché basato sulla storia di Peter Pan.

Come ogni anno, l’auspicio dell’oratorio è stato quello di cercare di crescere insieme. Si, perché “diventare grandi” non deve far paura e al contempo, se pur grandi, è bene non dimenticare o mettere da parte “Il bambino che è in noi”.
Ce lo hanno dimostrato alcuni genitori dei ragazzi che quest’anno si sono uniti nella gestione dei laboratori e degli sport ed è stato bello vedere loro impegnarsi giocosamente in una partecipazione attiva.

Oltre alla partecipazione dei genitori, anche quest’anno abbiamo riscontrato una buona partecipazione dei ragazzi i quali hanno avuto l’opportunità di divertirsi e sperimentare vari sport e laboratori. Inoltre, l’offerta ludica ed esperienziale dell’oratorio è stata arricchita con molteplici momenti vissuti al di fuori della parrocchia. Sono stati momenti importanti nei quali è emersa, ancora una volta, l’importanza della presenza genitoriale.

Abicid esempio, durante la mini biciclettata , molti genitori ci hanno supportato durante il tragitto: chi a piedi ha scortato la propria figlia piccolissima, chi ha fermato le auto e si è caricato la bici in macchina vedendo bimbi in difficoltà , chi durante i giochi ha assistito animatori e bimbi per rendere più sicuri i giochi e soccorrere chi ogni tanto si sbucciava le ginocchia, chi durante i bans non ha perso l’occasione di ballare con i bambini e gli animatori.

Come dice il personaggio Wendy alla fine del racconto, abbiamo constatato che “La più bella avventura è crescere” ma questo non vuol dire diventare solo responsabili e pieni di doveri.

Insomma, possiamo essere contenti di questa ennesima edizione dell’oratorio nella quale, con maggiore enfasi, abbiamo sperimentato la magia delloratorioo stare insieme perché, alla fine delle giornate, gli spazi parrocchiali erano ancora pieni di gente: bambini che giocavano, genitori che chiacchieravano e giocavano (quest’anno c’era anche il torneo volley che li impegnava e tratteneva grandi e piccoli come gioco e tifo) e gli animatori che hanno preferito trattenersi qui piuttosto che recarsi nei loro luoghi di ritrovo.

Seppur con dispiacere, invitiamo la comunità questa sera per concludere in festa l’oratorio parrocchiale.

Roberta Aportone

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