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Futuro da scrivere, presente da vivere, passato da ricordare

Per la nostra Azione Cattolica come sappiamo è questo l’anno del custodire.  In tutta Italia quest’anno stiamo celebrando e degnamente festeggiando il 150° dalla fondazione. Ora ci apprestiamo a vivere un’altra altrettanto degna ricorrenza. Quella del 120° della fondazione dell’AC diocesana.

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Il percorso diocesano è cominciato solo 30 anni dopo la nascita dell’Ac a livello nazionale, voluto da Mario Fani e Giovanni Acquaderni, che molti anni dopo avrebbeassunto il nome di Azione Cattolica. Nella nostra diocesi, la forma di impegno più diffusa da parte dei laici era quella delle confraternite. Tuttavia, il post Risorgimento, i cambiamenti politici, sociali ed economici chiesero un rinnovamento per affrontare con più adeguatezza la nuova società. Dal confronto tra clero e laicato prese avvio il Movimento Cattolico, ovvero l’insieme delle organizzazioni laicali cattoliche che agivano in comunione con le autorità ecclesiastiche, da cui l’Ac si distingueva per l’esercizio di attività politico-sociali, oltre che caritative e di formazione prettamente cristiana e di servizio alla Chiesa, coniugando in modo sinergico tutti gli ambiti di impegno. Storicamente accertato per l’originaria diocesi di Molfetta, per la precedente diocesi di Ruvo le fonti a disposizioni fanno risalire la presenza delle prime forme associative al 1922. Ma le varie associazioni cittadine, sono state poi unificate, sotto l’episcopato di Don Tonino che proprio all’AC ha lasciato pagine e scritti memorabili.

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Siamo in festa e dobbiamo sentirci in festa. E’ bello proprio come quando in famiglia viviamo un compleanno, un anniversario e celebriamo insieme la festa del figlio, del fratello, del genitore per il quale non vogliamo far passare la ricorrenza senza la dovuta e giusta considerazione. E domenica 27 maggio 2018 a Molfetta in villa celebreremo e festeggeremo. E certo, perché l’AC diocesana è una grande e bella famiglia aperta, attenta, poliedrica, impegnata, gioiosa, coraggiosa, audace, innovativa. La bella storia di questa famiglia deve essere dunque custodita, raccontata e celebrata. Non dimentichiamo che, custodire la memoria di questa storia significa discernere l’essenziale della nostra vocazione originaria ai fini di quella «conversione missionaria» invocata da Papa Francesco per ogni Chiesa particolare, a partire dalle parrocchie.

Abbiamo lavorato in queste settimane andando a guardare nelle nostre librerie, nei nostri armadi, andando ripescare foto, locandine, giornali, cimeli. E abbiamo ripercorso le mille esperienze che questa AC ci ha fatto vivere, per poter far conoscere ai ragazzi e ai più giovani, la storia e le vicende dell’Azione Cattolica della parrocchia San Giacomo Apostolo. La storia è bella, popolare, particolare, complicata da ricostruire in alcuni passaggi storici. Il circolo maschile, da un documento del 1929, intitolato al Beato Contardo Ferrini e quello femminile, da alcune tessere degli anni 50, dedicato alla Beata Anna Maria Taigi.

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Gli anni 70, con l’istituzione dell’ACR in parrocchia e il consolidamento associativo degli anni 80, fino all’audace passaggio della sede parrocchiale, così come nel profetico progetto di Don Tonino. Ecco la storia di ciascuno di noi mescolatasi nel tempo e la storia della città e della chiesa locale.  Non vogliamo custodire tutto ciò con gelosia e tenere tutto per noi. Non sarebbe nel nostro stile e non fa parte della nostra vocazione.  Dobbiamo celebrare perché abbiamo una nostra identità che ci qualifica e rappresenta, dobbiamo fare festa perché abbiamo un memorabile passato da ricordare, un coinvolgente presente da vivere ma soprattutto uno sfidante ed affascinante futuro da scrivere.

Auguri AZIONE CATTOLICA. Grazie AZIONE CATTOLICA.

Beppe Sorice

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Questa è la descrizione dell'Azione Cattolica.

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