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“SOCIALITUDE, comunicazione come prossimità”, un libro di don Vincenzo Marinelli

socialitudeLa nostra epoca offre indubbiamente numerose possibilità e strumenti che rendono più facile comunicare rispetto a tempi più remoti, allo stesso tempo appartiene ad un sentire comune  l’esperienza che la comunicazione vissuta talvolta sia frustrata, carente, frammentaria, mancante di pienezza, di incisività, talvolta di veracità. A cosa è dovuto questo? Si tratta soltanto di una percezione, oppure è un fenomeno reale di cui è possibile studiarne le dinamiche? Il saggio “Socialitude. Comunicazione come prossimità”, edito dalla Lateran University Press, all’interno della collana Strumenti, con la prefazione del prof. Massimiliano Padula, si propone di offrire una chiave di lettura che può essere assunta come un nuovo paradigma concettuale utile a identificare le prassi che generano questo interrogativo. La trattazione si sviluppa a partire dalla ricerca del senso e della finalità propria che possiede la comunicazione umana. Tale ricerca si serve di un approccio transdisciplinare che, dialogando con le diverse discipline scientifiche che pongono la comunicazione al centro del loro interesse,  giunge a riscoprire nella prossimità e nella relazione un terreno comune su cui convergere e un fine condiviso dai differenti approcci.  Tale rinnovata consapevolezza nel riconoscere la prossimità come fine specifico della comunicazione umana, induce ad un’assunzione di responsabilità sulle modalità in cui questa è generata nel nostro tempo. Il confronto con le diverse tipologie di prossimità che sono state prodotte mediante l’uso delle tecnologie della comunicazione nelle epoche passate, necessita di identificare in modo adeguato la tipologia di relazioni che l’adozione delle tecnologie a servizio delle comunicazioni sociali può generare nel nostro tempo. Proprio nella Socialitude si individua il nuovo paradigma concettuale in cui riconoscere e definire le attuali tipologie relazionali, e con cui guardare in modo equilibrato alle potenzialità e ai limiti intrinseci che l’uso di ogni nuova tecnologia può offrire al contesto in cui si colloca e si sviluppa attualmente la comunicazione. La Socialitude costituisce dunque il frame, la cornice di riferimento in cui leggere le dinamiche in cui sono vicendevolmente coinvolti, nella forma contemporanea, i due poli essenziali che costituiscono ogni forma di comunicazione: la tensione verso l’altro, la socialità, e la tensione verso se stessi, la solitudine. La Socialitude sostiene la compresenza di entrambi (sociality + solitude) e pone in guardia dal rischio di isolamento a cui sono soggette nel nostro tempo le dinamiche comunicative, e le relazioni che attraverso queste si costituiscono. Infatti, quando la solitudine si riduce ad isolamento, deturpa, svilisce e mortifica la comunicazione, che rappresenta una risorsa preziosissima ed essenziale per l’uomo e la sua vita sociale. Per offrire uno sguardo più chiarificatorio sul fenomeno della Socialitude e per constatarne l’evidenza pratica, nell’ultima parte del saggio si rileggono alcune delle dinamiche comunicative che caratterizzano i principali contesti relazionali della vita quotidiana di ciascuno: la famiglia, la scuola, le amicizie e l’intimità.  Il saggio pur nella sua compatezza, si propone di offrire numerose suggestioni utili ad ogni tipo di lettore, dai professionisti e teorici della comunicazione, addetti ai lavori, agli studenti, e a tutti coloro che sono desiderosi di approfondire il tema e di inoltrarsi all’interno del vasto mondo della comunicazione nel quale si è quotidianamente immersi.

Vincenzo Marinelli

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