Il Presepe parrocchiale

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Uno dei momenti che più colpisce nel tempo di Avvento è rappresentato sicuramente dalla realizzazione del presepe.  Il termine presepe o presepio deriva dal latino  prae (innanzi) e saepes (recinto), ovvero luogo che ha davanti un recinto e indica un luogo recinto dove venivano custoditi ovini e caprini, una mangiatoia appunto.

 

wp_20161213_004Nel 1223, esattamente il 29 novembre, papa Onorio III con la bolla Solet annuere approvò definitivamente la Regola dei frati Minori. Nelle settimane successive Francesco d’Assisi si avviò verso l’eremo di Greccio dove espresse il suo desiderio di celebrare in quel luogo il Natale.
Ad uno del luogo disse che voleva vedere con gli “occhi del corpo” come il bambino Gesù, nella sua scelta di abbassamento, fu adagiato in una mangiatoia. Quindi stabilì che fossero portati in un luogo stabilito un asino ed un bue – che secondo la tradizione dei Vangeli apocrifi erano presso il Bambino – e sopra un altare portatile collocato sulla mangiatoia fu celebrata l’Eucaristia. Per Francesco come gli apostoli videro con gli occhi del corpo l’umanità di Gesù e credettero con gli occhi dello spirito alla sua divinità, così ogni giorno mentre vediamo il pane ed il vino consacrato sull’altare, crediamo alla presenza del Signore in mezzo a noi.

wp_20161213_002Nella notte di Natale a Greccio non c’erano ne statue e neppure raffigurazioni, ma unicamente una celebrazione eucaristica sopra una magiatoia, tra il bue e l’asinello. Solo più tardi tale avvenimento ispirò la rappresentazione della Natività mediante immagini, ossia il presepio in senso moderno.

 

Anche la nostra parrocchia, come ogni anno, ha voluto richiamare le intenzioni di San Francesco e grazie ad alcuni volontari è stato realizzato un fantastico presepe che ci aiuta a immaginare il paesaggio, i mestieri e le usanze del tempo ma sopratutto l’umiltà della venuta di nostro Signore.

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