Cenni storici

IMG_30941Chiesa e Convento furono costruiti intorno al 1560 con il titolo di SS. Regina del Rosario. Il luogo su cui venne edificato il complesso conventuale dei domenicani risulta essere proprio quello in cui vi erano i ruderi del Convento di S. Caterina. Nel 1809 la chiesa e il convento furono chiusi al culto. La chiesa restò abbandonata e il convento fu destinato dal comune a caserma e teatro. Su richiesta di una parte eletta di cittadini tra cui il giureconsulto Giovanni Jatta, il vescovo di Ruvo Materozzi riconsacrava la chiesa nel 1819. Con Regio Decreto di Ferdinando I, nel 1820 si stabilì la venuta dei Padri Scolopi che cominciarono la loro missione nel 1821 presso la chiesa e l’ex convento dei Domenicani. Nel 1854 sotto il rettorato di P. Giuseppe De Laurentis iniziarono i lavori di completamento, restauro e abbellimento della chiesa. Con il 1866, anno della soppressione degli ordini religiosi e dell’avocazione dello Stato dei loro beni, il convento ebbe una nuova destinazione d’uso: sede del Ginnasio. Ancora nel 1885, anno di una grave epidemia di colera che colpì la città, il vescovo Luigi Bruno ottenne parte del convento, da utilizzare come lazzaretto per la cura di quanti erano stati colpiti dall’epidemia. Tra l’ultimo decennio del 1800 e i primi anni del 1900 il convento fu oggetto di non pochi rifacimenti, necessari per divenire sede di scuola pubblica. Attualmente il convento è adibito a museo civico e accoglie una sezione del museo diocesano, una pinacoteca dedicata al pittore ruvese Domenico Cantatore, vissuto nel secolo scorso.

L’impianto della Chiesa si presenta  a navata unica, con cappella e cupola nella campata antistante l’altare maggiore, così come i canoni architettonici controriformistici prevedevano. L’interno è organizzato secondo un linguaggio architettonico di impronta tardo-barocca e neoclassica, con ampie cappelle laterali (due per lato) e due “cappelloni” nell’area del transetto.

 

Fonte: La Chiesa di San Domenico in Ruvo, Guida storico-artistica – Francesco Di Palo –  2005