Patrono San Corrado

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SAN CORRADO PATRONO DELLA DIOCESI

E DELLA CITTA’ DI MOLFETTA

       Corrado nacque, molto probabilmente, a Ravensburg (nell’alta Svevia) nel 1105. Apparteneva alla nobile famiglia dei Welf (Guelfi) ed era figlio di Enrico il Nero (divenuto poi duca di Baviera) e di Wulfilde di Sassonia.

Egli non era il primogenito e quindi, non essendo destinato a succedere al padre, fu inviato a Colonia, dov’era arcivescovo il cugino paterno Corrado, affinché egli fosse educato e formato per succedere a quest’ultimo nella carriera ecclesiastica.

Il suo giovane animo s’infervorò ascoltando la predicazione di Arnoldo, abate cistercense di Morimond, il quale cercava proseliti per recarsi in Terra Santa e fondare un nuovo monastero. Corrado abbandonò la scuola arcivescovile e si unì ad Arnoldo facendosi monaco (non sarà mai prete), ma le intenzioni dell’abate suscitarono la disapprovazione dei superiori dell’Ordine e, in particolare, di San Bernardo di Clairvaux, per il quale in Terra Santa c’era bisogno di soldati pronti a combattere gli infedeli, piuttosto che monaci in preghiera, lontani dai loro monasteri.

Nel giro di un anno (1124-1125), il tentativo di Arnoldo fallì senza neppure che il gruppo fosse riuscito a partire. I monaci ritornarono in monastero e Arnoldo, ritiratosi nelle Fiandre morì di lì a poco.

Soltanto il giovane Corrado (appena ventenne) intraprese il cammino verso Gerusalemme, varcò le Alpi e raggiunse la Puglia per imbarcarsi diretto in Terra Santa.        Forse non raggiunse mai la meta e condivise la sorte di tanti altri pellegrini, ammalatisi e morti durante il viaggio (come quelli naufragati al largo di Molfetta e sepolti poco distanti dal porto di cala San Giacomo, dove fu costruita sulle loro tombe la chiesa di S. Maria dei Martiri, così com’erano chiamati anche i pellegrini).

Corrado, pellegrino, fu accolto presso i monaci di S. Maria ad cryptam  nei pressi di Modugno e quivi trovò la morte (intorno al 1126) e fu sepolto con onore.

La fama di questo giovane, monaco, straniero, nobile e pellegrino, venuto a morire in Puglia, deve essersi tramandata fino ai primi decenni del Trecento, quando, abbandonata dai monaci la dimora di Modugno, i molfettesi prelevarono il corpo lì sepolto di Corrado e lo condussero nella Cattedrale della città (l’attuale Duomo Vecchio, giunto in quel periodo al termine della costruzione) per eleggerlo Santo Patrono. Era il 9 febbraio di un anno imprecisato, ma soltanto quella data restò fissata nel calendario liturgico della Chiesa locale.

Le reliquie di San Corrado (le ossa del corpo sono conservate in un’urna mentre il cranio è custodito nel busto argenteo raffigurante il Santo) restarono nel Duomo fino al 10 luglio 1785, giorno in cui il trasferimento della sede episcopale dall’antica nella nuova Cattedrale fu compiuto con il trasporto delle reliquie del Santo Patrono.

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