Nelle tenebre, la luce di Gesù: il messaggio di don Pasquale

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natale 2020Riportiamo, di seguito, la lettera che il parroco, don Pasquale, ha scritto e inviato a tutti i parrocchiani di San Bernardino per augurare un buon Natale e un Anno veramente Santo. La comunità parrocchiale di San Bernardino, tutti i gruppi e associazioni parrocchiali e la redazione del giornale parrocchiale ComUnione colgono l’occasione per augurare a tutti un Santo Natale 2020 e un Felice Anno 2021, intriso della Misericordia e della Grazia di Dio.

Carissimi, «il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse» (Is 9,1).

Con queste parole la Chiesa presenta la bellezza della celebrazione del Natale proclamando la luce della salvezza che Cristo viene a portare, ancora oggi, nella difficile situazione del suo popolo oppresso dalle tenebre. L’oscurità che avvolge le nazioni nasce dalla paura del presente e del futuro, dal timore per la propria salute e di quella altrui, dalle difficoltà sanitarie e lavorative, dalle insicurezze economiche e relazionali.

Eppure nella nostra storia in cui sperimentiamo come la condizione umana sia caratterizzata dalla precarietà e dalla fragilità, siamo chiamati ad alzare il capo verso la luce perché l’amore di Dio si sta manifestando, rivolgendo a ciascuno un invito: «Alzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce, la gloria del Signore brilla sopra di te» (Is 60,1).

Tra le tante stelle cadenti del mondo, Gesù continua a essere la luce che splende nel Vangelo e brilla nella testimonianza di quanti, confidando in lui, evitano «le chiacchiere superficiali e mondane, che frenano il passo; i capricci paralizzanti dell’egoismo; le buche del pessimismo, che intrappola la speranza» (Papa Francesco, Angelus, 6 gennaio 2017).  

È questo il Natale del cuore: quello di Gesù, vissuto innanzitutto nella Celebrazione Eucaristica e in una vera conversione della vita capace di generare intenzioni genuine e relazioni autentiche. Anche se attanagliati da tanti impedimenti, non dimentichiamoci di allestire un piccolo presepe nelle nostre case e, di tanto in tanto, di contemplare, tra le luci e il muschio, il movimento di popolo che converge verso il Dio bambino, incantandoci dinanzi alla grotta del Re dei re.

Dalla contemplazione di Gesù presente nell’Eucarestia e raffigurato nel presepe, lo Spirito Santo farà sgorgare la concreta aspirazione a non rimanere inerti dinanzi alle lacrime dei malati e dei poveri, perché solo nell’attuazione di piccoli gesti di prossimità il Natale potrà segnare l’inizio di un’epoca di pace e di gratitudine. Infatti, siamo debitori nei confronti di quanti spendono fatiche e tempo per garantire il bene di tutti: sono i santi della porta accanto e gli eroi della quotidianità. Deo gratias! Anche se in alcuni momenti potremmo conoscere la malattia, l’isolamento e la disperazione, non siamo abbandonati, Cristo è con noi: unendoci a lui potremo sperimentare il conforto della sua amicizia. Sono particolarmente vicino a quanti soffrono e hanno perso un proprio caro, a chi vive nella solitudine e nell’incertezza economica e familiare, assicurando il mio fraterno affetto e la preghiera.

A ciascuno ripeto le parole della Sacra Scrittura: «Ti benedica il Signore e ti custodisca. Il Signore faccia risplendere per te il suo volto e ti faccia grazia. Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace» (Nm 6,24-26).

Auguri di ogni bene, di tanta salute e di vera serenità.

 

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