Natale, la festa del Signore che si fa uomo come noi

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Riportiamo, di seguito, la lettera che il parroco, don Pasquale, ha scritto e inviato a tutti i parrocchiani di San Bernardino per augurare un buon Natale e un Anno veramente Santo. La comunità parrocchiale di San Bernardino, tutti i gruppi e associazioni parrocchiali e la redazione del giornale parrocchiale ComUnione colgono l’occasione per augurare a tutti un Santo Natale e un felice Anno 2018, intriso della Misericordia e della Grazia di Dio.

Carissimo/a, in occasione delle festività natalizie con grande gioia mi piace esprimerti il mio affetto e porgerti gli auguri più sinceri. Ti ringrazio perché con tanta familiarità mi apri la porta della tua casa e mi permetti di scorgere le meraviglie che Dio compie in te e nei tuoi cari.
Il Natale non è la festa dell’inverno, ma del Signore che si fa uomo come noi. Il compleanno del Figlio di Dio è un messaggio di speranza capace di smuovere i cuori degli uomini e delle donne del nostro tempo donando la felicità della vita e favorendo la costruzione di una società più equa e responsabile. Il bambino che nasce a Betlemme ci richiama la bellezza della nostra civiltà. Infatti, il Creatore del mondo sceglie di nascere nella famiglia di Maria e Giuseppe per testimoniare il fascino dell’amore coniugale; il Verbo della Vita si manifesta nella debolezza di un bambino per narrare la grandezza di ogni vita umana; il Signore della storia rivela con la sua tenerezza che i poveri e i sofferenti non possono essere abbandonati alla paura e alla solitudine.
Solo questo bambino è capace di donare quel calore che il cuore desidera. Egli non fa male a nessuno. I suoi vagiti sono richiami di un amore che rende libero il nostro animo quando è capace di donare, addirittura di perdonare. Sostando davanti a Gesù bambino facciamoci affascinare dalla sua umanità per imparare da lui ad essere più fratelli. Ma questo è possibile se ci riscopriamo figli di Dio, nella Chiesa e nelle nostre famiglie, testimoniando, con la mitezza di Maria e la pazienza di Giuseppe, che è necessario ubbidire a Dio e ai suo comandamenti, anche se si viene derisi perché fedeli agli insegnamenti del Vangelo.
Ancora oggi, quanta gente, anche nella nostra città, ha perso la dignità di un lavoro, di una casa, degli affetti più cari e tanti sono coloro che soffrono a causa dell’ingiustizia, dell’odio e dell’emarginazione.
Gesù è venuto a liberarci da questo male donandoci la forza della sua presenza e la fraternità di tanti uomini e donne di buona volontà che si rendono disponibili a farsi prossimo dell’altro.
Pertanto ritorniamo a pregare, continuiamo a sperare, non stanchiamoci di credere, non rallentiamo il passo sui sentieri dell’amare senza misura.
Anche se cammineremo a piccoli passi, l’importante è mettersi in movimento come i pastori e i Magi facendoci attrarre dallo splendore dell’innocenza del Dio bambino.
Che il Signore ti benedica!

Auguri di ogni bene.

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