Mese di maggio, tempo di grazia per la comunità parrocchiale

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Il mese di maggio, appena trascorso, è stato un tempo di gioia per la comunità parrocchiale di San Bernardino, grazie alla particolare “vicinanza” della Beata Vergine Maria, la prima missionaria di Cristo. Evento centrale è stata la Peregrinatio della Sacra Icona della Madonna dei Martiri che ha visitato la comunità dal 4 all’11 maggio, occasione per realizzare una vera e propria missione popolare nel territorio parrocchiale.

Infatti, le varie attività sono state finalizzate, in particolare, all’animazione del territorio parrocchiale e alla diffusione della Parola di Dio, come le fiaccolate con la Sacra Icona, caratterizzate dalla celebrazione eucaristica o i momenti di preghiera in Chiesa. La Parrocchia si è così trasformata in comunità missionaria, realizzando la sua natura di lievito posto tra le case degli uomini per portare e diffondere la salvezza del Signore, quella salvezza che va proposta non solo attraverso i sacramenti ma anche e ancor prima mediante l’evangelizzazione e la testimonianza della carità. Straordinaria è stata la partecipazione di gruppi e associazioni parrocchiali, come anche dei residenti nel territorio parrocchiale che, in chiesa o per le strade, non hanno fatto mancare l’abbraccio più amorevole alla Madre Celeste.

La Peregrinatio si è poi conclusa l’11 maggio, festività cittadina della Medonne du Tremelizze, con il rientro dell’Icona alla Basilica pontificia. In quest’occasione, S. E. Rev. Mons. Domenico Cornacchia, Vescovo diocesano, ha aperto la Porta Santa in Basilica e, durante la celebrazione eucaristica, la comunità parrocchiale ha donato l’olio votivo sostenterà, per tutto l’anno, la fiamma che arde vicino l’immagine della Madonna dei Martiri.

Nella seconda parte del mese di maggio, sono ripresi i cenacoli di preghiera nel territorio parrocchiale, dedicati alla preghiera (con la recita del Santo Rosario) e alla meditazione sulla Parola di Dio e, in particolare, sulla figura della Vergine Maria. I Cenacoli, che si sono svolti nelle case di alcune famiglie (che ospitano anche amici e residenti del condominio di appartenenza), presentano in nuce alcuni aspetti di pastorale familiare: infatti, la famiglia è “Chiesa Domestica” quando prega insieme, si rivolge al Signore con fede, legge e medita la Parola di Dio.

Per i fedeli che hanno aderito e partecipato, aprendo le loro case, alla meditazione e alla preghiera comunitaria, ma anche per gli animatori del cenacolo, questa gioiosa esperienza di evangelizzazione è stato un momento di arricchimento personale, rafforzamento della propria fede e vicinanza verso i propri fratelli: molte sono state le esperienze condivise, molti i momenti di confronto, come anche intensa è stata la preghiera.

Maria, in diverse forme e modalità, ha così visitato le case dei suoi figli, madre sollecita nel «suo andare incontro ad essi nella vasta gamma dei loro bisogni» (Giovanni Paolo II, lettera apostolica “Redemptoris Mater”), con quel suo stile attivo, solidale, interessato, intraprendente e anche creativo. Origene, uno dei Padri della Chiesa, scrive nelle “Omelie su Luca” (VII, 1): «Gesù, che era nel seno di lei, aveva fretta di santificare Giovanni che si trovava nel grembo della madre». Ecco che Maria è diventata lo strumento per attuare questa “fretta evangelizzatrice” di Gesù verso il cugino (e, perciò, verso il mondo). Il viaggio di Maria nel territorio parrocchiale è stato, dunque, un viaggio di natura missionaria, attuato anche mediante la sollecitudine e l’impegno degli operatori pastorali della Parrocchia.

di Anna Maria Farinola

 

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