Liturgia Eucaristica: introduzione alla Liturgia Eucaristica

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Dopo aver offerto il pane e il vino, il Presidente della Celebrazione si porta al lato dell’altare e, a simboleggiare il bisogno di sentirsi purificato prima che quei semplici alimenti, tra le sue mani, si trasformino nel Corpo e  Sangue di Gesù, le lava. Ritornato al centro dell’altare, allarga le braccia e, poi, congiungendo le mani, invita i fedeli a pregare perché il Sacrificio che sta per compiersi salga gradito a Dio Padre onnipotente.

Rispondendo all’invito, i fedeli esprimono, a loro volta l’auspicio che non solo il sacrificio risulti gradito a Dio, ma che ridondi a beneficio dei presenti e di tutta la Santa Chiesa. L’orazione sulle offerte e l’amen confermativo dei fedeli concludono i riti offertoriali.

Siamo giunti  al momento che il Catechismo della Chiesa Cattolica definisce cuore e culmine della Santa Messa: la Preghiera eucaristica o Canone (nella tradizione orientale Anaphora = offerta). È la preghiera sacerdotale per eccellenza e, pertanto, riservata  esclusivamente ai Vescovi e ai presbiteri ai quali, attraverso il sacramento dell’Ordine Sacro, è stata conferita la potestà sacerdotale di Cristo, Sommo Sacerdote.   A tale proposito, è utile ricordare che l’Ordinamento Generale del Messale Romano, all’art. 5, nell’affermare che  la celebrazione dell’Eucarestia è azione di tutta la Chiesa, ribadisce che in essa «ciascuno compie soltanto quello che gli compete,  tenuto conto del posto che occupa nel popolo di Dio». Pertanto ai fedeli, in quanto partecipi del sacerdozio Regale di Cristo in forza del battesimo ricevuto, è richiesta una partecipazione attiva  associandosi  alla preghiera che il Presidente della Celebrazione, in persona Christi, rivolge al Padre anche a loro nome e di tutta la Santa Chiesa. Devono, cioè, con viva fede  e in devoto silenzio, ascoltare il Presidente della Celebrante. pronti ad intervenire soltanto quando è previsto dalle norme liturgiche e cioè al dialogo del prefazio, al Santo, all’acclamazione “Mistero della fede” e alla dossologia finale.

In ossequio al comando di Gesù («Fate questo in memoria di me»), Il Canone è una lunga e solenne preghiera di lode, di ringraziamento e di consacrazione  modellata, nel suo sviluppo, su quanto il Signore ha detto e operato nell’Ultima Cena, come riferito dai Vangeli sinottici. Infatti, vi si possono individuare, sinteticamente e  in  successione, i seguenti momenti, così come li presenta il Catechismo della Chiesa Cattolica e che analizzeremo singolarmente: il prefazio, l’Epiclesi, il racconto istituzionale,  l’anamnesi, le intercessioni e la dossologia finale.

di Gaetano la Martire

 

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