La Confessione, il Sacramento che rinnova il nostro cuore

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Attraverso la morte e resurrezione di Gesù, l’uomo rinasce a vita nuova, grazie al Suo sacrificio e alla Sua Parola, non solo è stata fondata la Chiesa, corpo mistico di Cristo, ma sono stati anche istituiti i Sacramenti. In questo articolo tratteremo solamente uno dei Sacramenti legato al perdono dei peccati: quello della Riconciliazione o Confessione.
Durante i secoli, diversi sono stati i cambiamenti: ad esempio, inizialmente, questo Sacramento era un evento eccezionale, la cui cerimonia era presieduta dal Vescovo e assumeva anche un valore pubblico. Successivamente, alla Confessione gli è stata attribuita una dimensione personale e, inoltre, il penitente ha potuto accostarvisi più frequentemente rispetto al passato. Come sappiamo, grazie alla Confessione, il penitente chiede di essere sciolto dalla sua “situazione” di peccato: come avviene? Naturalmente, la modalità è individuale, confessando al sacerdote, “alter christus”, con sincerità i propri peccati.
È importantissimo non nascondere al sacerdote i peccati mortali, altrimenti questi rappresenterebbero, anzi sono, un accumulo di massi che ci spingono verso il fondo, la dannazione eterna. Per altro, la sincerità, il reale pentimento e la ferma volontà di non peccare più sono alla base della confessione, perché ci permette di liberarci da tutti i peccati veniali e mortali. In questo modo, il penitente è riconciliato con Dio e la Chiesa attraverso l’assoluzione del sacerdote. Inoltre, quest’ultimo ha il dovere di mantenere il segreto sacramentale: tutto ciò che si è detto in confessione è segreto.
Un aspetto fondamentale nella Confessione è la contrizione interiore del penitente, che determina la conversione del suo cuore e il cambiamento, che genera in lui il coraggio di affrontare le lotte e la forza di saper fuggire le occasioni senza acconsentire al peccato, che, infine, lo aiuta a sanare e santificare le inclinazioni che contrastano con la Misericordia. Con la conversione possiamo arrivare a Dio, così da da offrirgli il cuore affinché Lui lo riempia di pace e ci doni la gioia di vivere in pienezza i doni dello Spirito per santificare la nostra vita.
Sono due i pilastri alla base del Sacramento della Riconciliazione: Misericordia e peccato. Infatti, bisogna non solo considerare la fragilità del peccatore (Misericordia), ma anche ricordare che il peccato, purtroppo, dimora nel cuore dell’uomo. Nonostante ciò, l’uomo è sostenuto dalla Bontà di Dio che è sempre pronto ad accoglierlo e a rinnovarlo mediante il Suo Amore. Il sacerdote, inoltre, è “servo del perdono” ed è strumento attraverso il quale vediamo e riceviamo la Misericordia del Signore.
Il sacramento della Riconciliazione, infine, è anche un cammino personale ed ecclesiale di conversione, di pentimento e di realizzazione del fedele. La realizzazione della creatura con il Creatore è fondamentale per lo sviluppo della persona come individuo e come comunità. Solo attraverso questo grande sacramento Dio ci dona perdono e pace.

di Anna Maria Caputi

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