La carità del giornalista: etica dell’informazione nell’era globale

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Si riempie di nuovi contenuti, alla luce delle vicende francesi, l’annuale incontro con gli Operatori della Comunicazione che la Diocesi propone, quest’anno col patrocinio del Comune di Ruvo, in occasione della Festa di San Francesco di Sales (Giornata delle Comunicazioni Sociali), patrono dei giornalisti, autori, scrittori, sabato 24 gennaio, alle ore 18, all’ex Convento dei Domenicani di Ruvo.
Il tema «La carità del giornalista. Etica dell’informazione nell’era globale» sarà affrontato dal dott. Lino Patruno, giornalista e scrittore, già direttore de La Gazzetta del Mezzogiorno, attuale direttore del Master di Giornalismo promosso dall’Università di Bari in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti Puglia. Interverrà anche il Vescovo, Mons. Luigi Martella, delegato per la Conferenza Episcopale Pugliese per le Comunicazioni sociali. Previsti anche i saluti del sindaco, Vito Ottombrini, e dell’Assessore alla Cultura, Pasquale De Palo. Modererà Luigi Sparapano, direttore Ucs-Luce e Vita.
L’immagine a corredo del manifesto riporta l’icona rumena del Buon Samaritano, scelta con riferimento al tema pastorale che guida la nostra diocesi in questo anno, «Educare alla carità. La testimonianza dell’amore» e anche al messaggio per la giornata delle comunicazioni sociali che Papa Francesco scrisse nello scorso anno: «Come si manifesta la “prossimità” nell’uso dei mezzi di comunicazione e nel nuovo ambiente creato dalle tecnologie digitali? Trovo una risposta nella parabola del buon samaritano, che è anche una parabola del comunicatore. Chi comunica, infatti, si fa prossimo. E il buon samaritano non solo si fa prossimo, ma si fa carico di quell’uomo che vede mezzo morto sul ciglio della strada. Gesù inverte la prospettiva: non si tratta di riconoscere l’altro come un mio simile, ma della mia capacità di farmi simile all’altro. Comunicare significa quindi prendere consapevolezza di essere umani, figli di Dio. Mi piace definire questo potere della comunicazione come “prossimità”». Al giornalista in particolare, e al comunicatore in genere, è richiesta quindi una capacità di farsi prossimo che non significa dover rinunciare al ruolo di cronaca, di indagine e di denuncia che gli sono peculiari, ma che lo stile comunicativo deve sempre essere guidato dal valore del rispetto assoluto della persona, nella verità e nella carità.

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