“In ascolto della Sua Parola”, catechesi online: la Trasfigurazione di Gesù Cristo

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Dal Vangelo secondo Marco (9, 1-9)
In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli. Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati. Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!». E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo, con loro.
Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risorto dai morti. Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere dai morti.

Catechesi di don Pasquale Rubini
In questa seconda domenica di Quaresima vogliamo seguire Gesù sul monte che la tradizione cristiana ha identificato con il Monte Tabor: qui si è manifestato il Signore Gesù nella sua gloria.
Nei Vangeli sinottici (Matteo, Marco e Luca) la Trasfigurazione, il Battesimo e la Pasqua sono i punti dove massimamente si manifesta la divinità del Signore Gesù: questo per conferire luce, gloria e verità al momento cruciale della vita umana di Gesù, cioè quella della sua passione e della sua morte. Gesù sale il monte insieme ad alcuni suoi discepoli (Pietro, Giacomo e Giovanni) e fanno esperienza della gloria del Signore. Salendo su questo monte, Gesù stesso fa rivivere al suo popolo e ai suoi discepoli quello che il popolo di Israele ha vissuto sul monte Sinai, come è raccontato nel libro dell’Esodo: Mosè sale il monte e la gloria di Dio investe questo monte, coperto dalla nube.
Su questo monte, non solo Gesù si manifesta nella sua divinità, ma è il Padre Celeste che rivela che Lui è il Figlio prediletto. Noi siamo chiamati ad ascoltare la sua voce, a seguire il suo esempio, ad amarlo con tutto il cuore: seguire Gesù significa salire sempre un monte. Infatti, la gloria del Signore si manifesta anche su un altro monte: il  Calvario. È qui che Gesù ci accoglie nel suo cuore trafitto a causa dei nostri peccati, lui che è il rimedio alle nostre mancanze, ai nostri peccati, alla nostra vita tante volte inconclusa. Gesù non è solo il nostro rimedio: Lui è anche il nostro esempio di pazienza, di amore, di bontà, di semplicità, di modestia, di ubbidienza. Seguire Gesù significa seguire i suoi insegnamenti, significa seguire il suo esempio.
Gesù, inoltre, è il compimento dell’opera del nostro padre nella fede, dell’amico di Dio per eccellenza: Abramo. Dio gli chiede il sacrificio del suo figlio: così Abramo sale sul monte per immolare il suo figlio nato in vecchiaia, un figlio tanto sperato, tanto cercato. Abramo viene provato nella sua fede: ma nel momento in cui vince la prova, quel figlio diventa il figlio della promessa, il figlio che Dio gli dona, il figlio con cui il suo nome sarà portato di generazione in generazione, come segno di autentica fede, di una fede che supera ogni prova e che rende giusto ogni uomo.
Seguendo l’esempio di Gesù che sale sul monte del Calvario e sale sul monte della gloria, seguendo l’esempio di Abramo, ogni cristiano si deve rendere conto che stare con Gesù significa fare l’esperienza di Pietro: ma noi cristiani siamo chiamati anche a scendere dal monte e andare nella Quaresima della nostra Galilea quotidiana per annunziare la Parola di Dio con la nostra testimonianza credibile, credente e contenta.
Il cristiano sa molto bene, che per giungere alla gloria bisogna passare attraverso la croce. La croce non è la sofferenza, non è il male, non è la morte: la croce è la volontà di Dio, che si manifesta nei comandamenti, nell’insegnamento della Chiesa, nel consiglio del sacerdote durante la confessione, negli inviti della coscienza o negli eventi lieti e meno lieti della nostra vita. Tante volte è difficile aderire alla volontà di Dio: abbiamo bisogno dell’aiuto di Dio e, per questo, è necessario pregare.
È anche fondamentale vivere nella comunità cristiana: senza l’aiuto del fratello, senza l’aiuto del sacerdote difficilmente si cade nello sconforto, nella disperazione, nel non senso. Pregando e vivendo la comunità cristiana si può evitare la confusione, l’indecisione, la mancanza di gioia: perché la fede è gioia. Ma questo non significa che la fede ci deve procurare qualsiasi bene: il Signore non ci promette tutti i beni del mondo. Per essere delle persone che lo seguono, il Signore promette il suo bene, promette il suo cuore.
Infatti, anche lui non è stato esente dalla prova e dalla sofferenza che ha, però, trasformato in un’occasione di bene e di salvezza: anche la croce, che è il massimo della sconfitta umana, diventa il segno dell’amore di Dio, un amore umanamente impensabile.
Ogni giorno dobbiamo sempre ricordarci che nella prova, nella lotta, nella sofferenza, nei momenti tristi ma anche lieti, gioiosi, belli della nostra vita e presente, con noi, il Signore. Uniamoci a lui, stiamo uniti a lui, offriamo la nostra vita a lui per il bene della Chiesa, per il bene dell’umanità, per testimoniare che è possibile essere cristiani veramente gioiosi anche nella prova. Prendiamo esempio dai Santi, che hanno vissuto dei momenti terribili nella loro vita, eppure donavano tanta speranza, tanta pace, tanta gioia agli altri, perché erano trasfigurati nell’anima.
Ritorniamo ad avere fiducia nel Signore che ancora una volta ci dona la sua mano, ci dona la sua grazia, ci dona il suo coraggio, ci dona la sua forza per essere Lui in questo nostro mondo.

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I domenica di Quaresima: Le tentazioni di Gesù nel deserto

II domenica di Quaresima: La trasfigurazione di Gesù

III domenica di Quaresima: La Cacciata dei mercanti dal tempio

IV domenica di Quaresima: Nicodemo, il serpente innalzato e Gesù Crocifisso

V domenica di QuaresimaQuando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me

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