“In ascolto della Sua Parola”, catechesi online: «Il tempo è compiuto, convertitevi e credete nel Vangelo»

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Dal Vangelo secondo Marco (1, 12-15)
In quel tempo, lo Spirito sospinse Gesù nel deserto e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano.
Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».

Catechesi di don Pasquale Rubini
Abbiamo iniziato da qualche giorno il sacro tempo della Quaresima, tempo di grazia, in cui il Signore Dio, nostro Padre, vuole donare a ciascuno di noi la possibilità di ritornare a Lui, per essere veramente suoi figli attraverso la grazia del perdono. Dio non si stanca di volerci bene e di amarci con tutto il suo cuore di Padre: per questo, ci offre un tempo e uno spazio in cui poter ritornare in noi stessi per scoprire la bellezza della vita e della grazia, mediante il dono della Parola del Figlio di Dio, i sacramenti della fede, la comunione fraterna che sperimentiamo concretamente nella Chiesa nostra madre.
In questa prima domenica di Quaresima, abbiamo ascoltato nel Vangelo di Marco il brevissimo racconto delle tentazioni. Marco, in maniera molto sintetica, indica gli atteggiamenti del Signore Gesù, condotto dallo Spirito Santo nel deserto, dove sperimenta le tentazioni, vive con gli animali e viene servito dagli angeli.
Il deserto, nell’Antico Testamento, indica il luogo della prova, della tentazione, della paura. In particolare, nella mentalità biblica, soprattutto per i profeti Osea e Geremia, il deserto è anche il luogo dell’incontro con Dio, il luogo dell’amore, dove Dio vuole dire al suo  amato, alla sua amata, che il suo cuore è pronto a perdonare ogni sua mancanza, ogni sua infedeltà. E allora, nel tempo di Quaresima, rientriamo in noi stessi per scoprire la verità che parla al cuore: la verità di Dio che ci liberai dalla schiavitù del peccato e della morte spirituale, per risorgere ed essere veramente figli nel Figlio di Dio.
Inoltre, nel Vangelo, Gesù vive con gli animali e viene servito dagli angeli. Questo atteggiamento di Gesù rimanda ad Adamo di cui, nel racconto della Genesi,  si racconta che viveva nell’armonia con il creato e, soprattutto, con il suo creatore. E Gesù nel Vangelo di Marco assomiglia ad Adamo, anzi è proprio lui il vero Adamo, che viene a ristabilire quell’armonia distrutta dal primo Adamo: per questo, lui vive in comunione con gli animali, in comunione con gli angeli, ma, soprattutto, in comunione con lo Spirito e, pertanto, in comunione con il Padre suo celeste.
Allora anche qui il Signore Gesù ci invita a ristabilire l’armonia, la pace, perché Lui è il principe della pace, Lui viene a portare la pace sulla terra che è, soprattutto, comunione tra Dio e gli uomini, tra l’uomo e l’altro uomo, tra l’uomo e il creato, gli animali, le piante. Viene a stabilire anche la pace interiore, che è la possibilità di riscoprire la nostra dignità di figli, di fratelli e di membri della Chiesa.
In questo sacro tempo di quaresima, ciascuno di noi si rendo conto di essere soggetto alla prova, di essere soggetto alla tentazione di satana: ma abbiamo dei rimedi. Innanzitutto, la preghiera che è comunione con Dio, che è amore, che è effusione di amore tra Dio e la sua creatura, tra la creatura e Dio. In questo tempo di Quaresima, siamo, perciò, invitati a cambiare la mente, cambiare le parole, cambiare il cuore, la vita, siamo invitati a convertirci. Abbiamo bisogno della forza straordinaria che ci viene dall’aiuto della grazia, mediante la preghiera.
Sarebbe auspicabile che, in questo tempo di Quaresima, ciascuno potesse veramente ritornare a pregare, non solo andando a messa la domenica, frequentando i sacramenti della confessione e della comunione, ma anche ritagliandosi cinque/dieci minuti di preghiera: questo non è un obbligo che scaturisce da un dovere, ma l’obbligo che nasce dall’amore, perché sentiamo la necessità di stare con Dio, di pregare il Signore, perché Lui possa comunicare a noi il suo amore.
Le forme della preghiera sono tante, sono quelle tipiche della tradizione della Chiesa. Innanzitutto, la celebrazione dell’eucarestia quotidiana, in cui ascoltiamo la Parola di Dio e ci cibiamo del Signore crocifisso e risorto e facciamo esperienza della comunità che si riunisce attorno alla mensa del Signore. Poi la celebrazione della liturgia delle ore, le lodi, i vespri che sono la liturgia della Chiesa, dove con tutta la Chiesa esprimiamo ed innalziamo al Signore le suppliche di ringraziamento, l’adorazione e la lode, riconoscendo in Dio il creatore, il redentore e il nostro santificatore.
Sicuramente, in questo tempo possiamo ritornare a stare ai piedi del tabernacolo, dove sperimentiamo la bellezza dell’amore del cuore di Cristo, che non si stanca mai di noi. Ma non basta pregare, è necessario anche digiunare, non solo attraverso le forme prescritte dalla Chiesa (il Mercoledì delle Ceneri, il Venerdì Santo e ogni venerdì di Quaresima): ciascuno è chiamato a digiunare da tutto ciò che porta al peccato, da quelle che sono le occasioni prossime di peccato. Bisogna evitare queste occasioni, iniziare una lotta spregiudicata verso ogni forma di peccato, perché possiamo essere veramente graditi agli occhi di Dio e sperimentare nel profondo la gioia cristiana.
È questa gioia cristiana che ci permette di esercitare la carità, l’elemosina verso il prossimo, che è donare non solo qualche spicciolo all’altro, ma, soprattutto, il nostro amore, il nostro cuore. L’uomo contemporaneo ha bisogno di essere guardato non come una cosa, ma come una persona, ha bisogno di essere amato per sentirsi veramente figlio di Dio.
Chiediamo al Signore Gesù di aiutarci a vincere ogni forma di male e, soprattutto, di farci sperimentare la grandezza della sua misericordia.

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I domenica di Quaresima: Le tentazioni di Gesù nel deserto

II domenica di Quaresima: La trasfigurazione di Gesù

III domenica di Quaresima: La Cacciata dei mercanti dal tempio

IV domenica di Quaresima: Nicodemo, il serpente innalzato e Gesù Crocifisso

V domenica di QuaresimaQuando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me

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