Quarantena quaresimale

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quaresima (1)Tra Quaresima e quarantena, dovuta all’emergenza sanitaria per Covid-19, permane un singolare legame: quello delle rinunce e dei sacrifici. Una sorta di digiuno a cui tutti, non solo i credenti, sono stati obbligati. Una preparazione alla Pasqua globale. Un digiuno del relazionarsi fisicamente, finalizzato al contenimento della diffusione del coronavirus. Quaresima significa “quarantina”, ossia quarantena. L’ analogia con quanto stiamo vivendo, quindi, è sorprendente.

La Genesi racconta il diluvio universale di 40 giorni. A noi cristiani, il diluvio universale fa pensare al Battesimo, con cui l’umanità entra nella nuova creazione inaugurata da Cristo. Gesù, dopo il battesimo nel Giordano, si ritirò per 40 giorni nel deserto per combattere e vincere per noi le tentazioni del demonio. E furono ancora 40 i giorni nei quali Gesù si mostrò ai discepoli dopo la sua risurrezione, prima di salire al Padre, per effondere lo Spirito Santo sulla sua Chiesa.

Anche la Chiesa, dunque, ha legato questo tempo di rinnovamento a un numero, un numero santo, che ci parla di una strada da percorrere, di una attesa e di un combattimento che può essere anche duro e faticoso: una strada che conosce prove e tentazioni, ma che è ricca delle armi della preghiera, della penitenza e della carità e conduce alla splendida meta della santità.

In questo tempo assurdo, non comprendiamo ciò che Dio vuole comunicarci. Pensiamo, purtroppo, alle nostre certezze che sembrano sgretolarsi. Gesù, invece, ci dimostra che la verità vera è invisibile agli occhi. Lui darà Spirito Santo in abbondanza nel Mistero pasquale. Infonderà in noi la speranza che non delude. Gesù, maggiormente in questa Quaresima, ci ha parlato di un futuro di misericordia fatto di un perdono per dono. Abbiamo ammirato il Crocifisso e abbiamo visto la croce che ha inchioda l’uomo, ma ha schiodato l’umanità. I nostri errori non sono una condanna, ma una riflessione per poter essere migliori.

La Quaresima, dunque, è la versione cristiana della quarantena medicinale: un obbligo di dimora interiore per avvertire sulla pelle l’assenza di ciò che è necessario per vivere. In questi giorni critici, appena trascorsi, non siamo affondati nel caos e nella paura se abbiamo poggiato i piedi sulla “roccia”, ovvero se siamo stati uniti al Signore, se abbiamo guardato l’esistenza con gli occhi del Risorto. Non è stato un peso la forzata distanza dai nostri cari, il digiuno necessario (e doveroso) dal contatto fisico, dagli abbracci, dai baci, dalle feste e dai ritrovi. Tutto è stato per noi: prendiamo sul serio le lezioni della vita e facciamo in modo che l’esitazione nel contatto divenga delicatezza, e che il nostro accesso al corpo dell’altro, con un contatto che deve profumare solo di fraternità, non sia mai più banalizzato.

quaresima (3)Nella terza domenica di questa Quaresima siamo rimasti colpiti dalla forza con cui Gesù ha cacciato i venditori dal tempio e rovesciato a terra i banchi dei cambiamonete. Il tempio, casa del Padre, non deve essere un luogo di mercato ma di incontro con Dio. Oggi, purtroppo, la logica del dare/avere è presente in ogni realtà umana: un dare/avere che si manifesta anche nell’offrire a Dio sacrifici e aspettarsi in cambio ciò che si è chiesto, e più il sacrificio è grande e impegnativo più ci si aspetta una risposta puntuale che risolva i problemi e realizzi ciò che si è chiesto. Gesù compiendo questo gesto forte nel tempio dice all’umanità di non ragionare in modo economico con Dio, ma da figli.

Ciò che Dio dona all’uomo è puro amore gratuito: ciò che l’uomo chiede a Dio è consapevolezza di avere bisogno di Lui. Il cristianesimo non è più basato su sacrifici di animali, ma sulla vita intera dell’uomo che si rende interlocutore di Dio chiedendo e ricevendo direttamente da Lui il suo amore. Ciò che Dio offre non ha bisogno di denaro in cambio, perché è un puro dono.

Ciò che noi offriamo a Dio dovrebbe essere lo stesso puro amore per chi ci ha creato. Tutta la nostra vita può e deve essere quell’offerta pura che noi doniamo a Lui, crescendo sempre più nella consapevolezza che tutto è nelle sue mani. La nostra vita è nelle sue mani. E il desiderio profondo di vita che ciascuno di noi porta nel cuore, si soddisfa solo accogliendo liberamente la sua presenza e la sua grazia. Non ci sono altre strade, altri mercati, altri banchi dove poter acquistare la vita. Il nostro impegno, in questo tempo, è di rendercene conto sempre di più e di fare nostro più che possiamo questo amore così grande. Questo è un tempo di speranza e la speranza è come l’arcobaleno che nasce dopo la pioggia, prima del sole.

 

di Luigi la Grasta e Rosaria Grillo

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