Battesimo, il rito e la benedizione con l’acqua

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Al fonte battesimale, la liturgia del Sacramento, mediante preghiere e gesti di straordinaria valenza simbolica, mira a farci comprendere come Dio abbia voluto comunicarci la sua vita divina santificandoci nell’anima e nel corpo, attraverso il lavacro dell’acqua e l’azione dello Spirito e donandoci la Fede, la Speranza e la carità (doni da conservare e da trasmettere).

L’atto del Battesimo, pertanto, è preceduto dalla preghiera di benedizione sull’acqua e dalla professione di fede ed è seguita dall’unzione con il crisma, dalla consegna della veste bianca, dall’accensione della candela al Cero pasquale e dal rito dell’“effetà”. Invocando la benedizione sull’acqua da utilizzare per il Battesimo, il Presidente della Celebrazione, attraverso il ricordo di particolari eventi biblici ad essa collegati, loda e ringrazia Dio perché, sin dalle origini della creazione, ha voluto fare di questa sua creatura un segno di salvezza e di vittoria sul male.

Le acque primordiali indistinte nella loro positività e negatività, vennero santificate e rese feconde dalla presenza del suo Spirito che “aleggiava“su di esse. Quelle del diluvio, causa di distruzione per l’umanità peccatrice, fu motivo di salvezza per Noè e la sua famiglia perché un’umanità nuova potesse aver inizio. Le acque del mare, ritornando al loro posto, avevano sepolto l’esercito del Faraone dopo essersi miracolosamente ritirate per consentire l’esodo del popolo eletto. Lo stesso Spirito di Dio aveva guidato, di giorno e di notte, il suo popolo durante il lungo cammino nel deserto manifestandosi rispettivamente come nube e fuoco, simboli dell’acqua e dello Spirito Santo e quindi figura del Battesimo.

Il Presidente della Celebrazione ricorda ancora il battesimo di penitenza, consacrato dalla presenza dello Spirito al quale Gesù aveva voluto sottoporsi, l’acqua e il sangue sgorgati dal suo fianco trafitto dalla lancia nella sua morte in Croce, lo Spirito donato dal Risorto agli Apostoli col mandato di annunciare il Vangelo a tutti i popoli e di battezzarli “nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”. Proseguendo la sua invocazione, il Presidente della Celebrazione prega perché anche ora l’acqua, che nella storia della salvezza è stata strumento di purificazione e di vita, per la potenza dello Spirito Santo, diventi, per quanti con essa saranno battezzati, strumento di liberazione dal peccato e di nascita alla vita della grazia.

Infine, il Celebrante tocca l’acqua con la mano destra ed invoca la discesa dello Spirito Santo perché quanti riceveranno il Battesimo “in essa siano sepolti con Cristo e in lui risorgano alla vita immortale”. Conclusa la preghiera di benedizione sull’acqua, il celebrante, rivolgendosi ai genitori e ai padrini, ricorda loro che Dio, attraverso il Battesimo, donerà al bambino una vita nuova facendolo rinascere dall’acqua e dallo Spirito Santo e che pertanto, essendo loro dovere educarlo nella fede, sono chiamati a una personale rinuncia alle malefiche seduzioni di Satana e ad un altrettanto personale professione di fede  in Gesù Cristo e nella sua Chiesa.

di Gaetano la Martire

 

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