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GRUPPO DEI CATECHISTI

«Infatti chi è più grande, chi sta a tavola o chi serve? Non è forse colui che sta a tavola? Eppure io sto in mezzo a voi come colui che serve». (Lc 22,27)
Il servizio è un gesto fondamentale per la vita di tutti i giorni nella società in cui viviamo. Tante sono le modalità per servire, ma una soltanto ci viene presentata da Gesù, quella del servizio svolto gratuitamente con amore ed umiltà. Il ministrante, quindi, è una persona che serve, chiamata a servire Gesù nelle celebrazioni liturgiche, attraverso la persona del sacerdote celebrante, per capire come pregare meglio e per aiutare l’assemblea a fare altrettanto. Per essere ministranti è necessario, innanzitutto, seguire l’esempio di Gesù, vero modello del ministrante. Pertanto, sono necessarie serietà, senso del servizio, puntualità, ordine e un grande amore al Signore.
Il gruppo ministranti nella Parrocchia di san Bernardino è molto attivo, formato non solo da ragazzi della scuola elementare, ma anche da quelli della scuola media, superiore e universitari. Attraverso il servizio all’altare si impara ad ascoltare il Signore, a testimoniare con il l’impegno l’amore al Padre, fortificando la fede attraverso i sacramenti della Confessione e dell’Eucaristia per essere sempre più strettamente uniti al Signore, servitore di ogni creatura, che come vittima pura si è offerto al Padre per la nostra salvezza.

A livello giuridico, il servizio del ministrante è legato a quello del ministro istituito (uno dei due ministeri, assieme a quello del lettore), detto accolito. La Chiesa cattolica prevede che, oltre all’accolito istituito, si possa dare anche un ministero di accolito de facto: i fedeli possono svolgere temporaneamente alcune funzioni dell’accolito e questo è quello che avviene con la funzione svolta dai ministranti (specialmente nella preparazione dei vasi sacri e delle incensazioni, o nell’adempiere a funzioni diverse come cerimoniere liturgico, specialmente nell’assistenza di un vescovo, porgendo mitria e pastorale con la vimpa).
Durante la celebrazione liturgica, i ministranti aiutano il celebrante con le ampolline, il messale, il piattino e altri oggetti liturgici. A seconda delle funzioni svolte il ministrante assume i seguenti nomi:

1. Turiferario (addetto al turibolo per le incensazioni);
2. Navicelliere (addetto alla navicella);
3. Ceroferario (addetto ai candelieri – va sempre almeno in coppia);
4. Crocifero (addetto alla croce);
5. Caudatario (addetto a sorreggere la Mitria e il Pastorale del Vescovo).

Nella forma ordinaria della Messa secondo il rito romano, i ministranti svolgono le seguenti funzioni:

1. processione d’ingresso: il crocifero porta la croce astile, mentre gli altri portano candelieri, turibolo e navicella;
2. proclamazione del Vangelo: si portano turibolo, navicella e candelieri all’ambone;
3. offertorio: i Ministranti aiutano il celebrante nell’offerta dei doni;
4. preparazione dell’altare e del calice: vengono presentati il calice assieme a: patena con l’ostia che diventerà il corpo di Cristo, palla e corporale, le ampolline dell’acqua e del vino, che userà il Diacono (se presente) o il celebrante per versare il vino e l’acqua nel Calice;
5. lavabo: un ministrante porta la brocca con la bacinella; l’altro porta il manutergio; in alternativa uno porta solo la brocca l’altro porta la bacinella tenendo sotto il manutergio;
6. comunione: durante la Comunione, un ministrante (per ogni ministro che distribuisce la comunione, se è possibile; altrimenti se ce ne uno solo, il ministrante deve tenere il piattello a fianco al celebrante) può tenere, se è nell’uso del luogo, il piattello per evitare che le briciole consacrate cadano in terra;
7. purificazione: un ministrante porge l’ampollina dell’acqua al celebrante o a un concelebrante o al diacono o all’accolito (Istituito) per purificare i vasi sacri; in alternativa è il ministrante stesso a versare l’acqua nel calice.

Altri compiti possono essere la raccolta delle offerte e il portare il segno della pace ai fedeli. Possono, inoltre, leggere brani delle letture o animare le risposte dei fedeli.
Gli abiti dei ministranti sono molteplici e differenti. A seconda del parroco e delle indicazioni dell’ordinario (il Vescovo) i ministranti indossano:

1. abito talare con cotta: La talare del ministrante può essere di colore nero o rossa. La cotta è bianca con il collare bianco;
2. camice (o alba): veste bianca che raggiunge i piedi, essa può essere di varia fattura, ad esempio può avere il cappuccio o può essere a collo quadro. L’alba simboleggia il Battesimo nel quale tutti riceviamo la veste bianca. Esistono due tipi di alba: quella di tipo monastica, con maniche larghe e cappucci, e quella romana con il colletto quadro. Il nome alba deriva dallatino albus, che significa bianco;
3. tarcisiana: veste bianca simile al camice. La differenza sta nelle due strisce rosse verticali che scendono dalle spalle. Il nome deriva da uno dei molteplici patroni dei chierichetti San Tarcisio.

Proponiamo, di seguito, alcuni utili documenti e testi scaricabili per la celebrazione del mandato/vestizione dei ministranti e per la loro formazione:

1. Celebrazione del mandato (versione 1, versione 2, versione 3);
2. Patto dei Ministranti;
3. Vademecum per l’accompagnamento formativo dei Ministranti.