1 luglio 2018 – XIII Domenica del Tempo Ordinario

«TUA FIGLIA È MORTA. PERCHÉ DISTURBI ANCORA IL MAESTRO?»

«NON TEMERE, SOLTANTO ABBI FEDE!».

Domenica XIII del Tempo Ordinario per l’Anno B

Marco 5,21-43; Sapienza 1,13-15; 2,23-24 Salmo 29; 2 Corinti 8,7.9.13-15

di don Pino Germinario

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Paolo Veronese, Cristo guarisce la donna emorroissa

Il male e la morte mettono a dura prova la nostra fede.

Nel vangelo troviamo due casi: una malattia che affligge una donna da dodici anni senza che si trovi alcun rimedio e una bambina di dodici anni che muore. Perchè accade tutto questo? Qual è il rapporto tra Dio e il male e la morte? Gesù si presenta come Colui che è venuto a liberare gli uomini anche quando tutto sembra perduto. Il doppio intervento di Gesù indica che è il DIO DELLA VITA: Colui che chiama alla vita umana prima e poi chiama alla partecipazione alla sua vita divina. I segni che Gesù compie sono il preannuncio della GRANDE OPERA DI SALVEZZA che si compirà nella RISURREZIONE. Per questo Gesù è venuto nel mondo: perchè tutti quelli che credono in Lui, pur passando come Lui attraverso il male e la morte, possano partecipare, con la risurrezione, alla sua vita divina.

18Vennero da lui alcuni sadducei – i quali dicono che non c’è risurrezione – e lo interrogavano…

[Rispose loro Gesù] 26Riguardo al fatto che i morti risorgono, non avete letto nel libro di Mosè, nel racconto del roveto, come Dio gli parlò dicendo: Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe? 27Non è Dio dei morti, ma dei viventi! (Mc 12)

 25Gesù disse [a Marta]: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; 26chiunque vive e crede in me, non morirà per sempre. (Gv 11)

Il Libro della Sapienza nella prima lettura insegna che Dio non ha creato gli uomini per la morte.

La traduzione di una frase del testo “le creature del mondo sono portatrici di salvezza” non rende bene il senso del testo greco originale che vuol dire “portano in sé il germe della salvezza”, “sono state fatte per essere salvate”.

 Come Cristo è passato attraverso il male e la morte, anche il cristiano ne è soggetto, ma come Cristo è risorto così il cristiano risorgerà.

Gesù rivolge anche a noi l’invito:

«NON TEMERE, SOLTANTO ABBI FEDE!».

Ti esalterò, Signore, perché mi hai risollevato.

Ascolta, Signore, abbi pietà di me,
Signore, vieni in mio aiuto!
Hai mutato il mio lamento in danza,
Signore, mio Dio, ti renderò grazie per sempre.

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