11 marzo 2018 – IV Domenica di Quaresima

DIO NON HA MANDATO IL FIGLIO NEL MONDO PER CONDANNARE IL MONDO,

MA PERCHÉ IL MONDO SIA SALVATO PER MEZZO DI LUI.

domenica  IV di Quaresima, Anno B

Gv 3,14-21; 2 Cron 36,14-16.19-23; Sal 136; Ef 2,4-10

di don Pino Germinario

 

 Henry Ossawa Tanner, Gesù e Nicodemo, olio su tela, 1927


Henry Ossawa Tanner, Gesù e Nicodemo, olio su tela, 1927

Questa domenica è posta alla metà del cammino quaresimale e segna tradizionalmente una “sosta per ritemprare gli animi e le forze” come i pellegrini in viaggio verso Gerusalemme che si fermavano nel momento in cui appariva alla loro vista la sagoma della città santa. Alla stesso modo anche noi ci fermiamo a guardare da lontano il traguardo della nuova Gerusalemme che vogliamo raggiungere, quello della nostra Pasqua di morte al peccato e di risurrezione ad una vita nuova.

 2E vidi anche la città santa, la Gerusalemme nuova, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo. 3Udii allora una voce potente, che veniva dal trono e diceva:

«Ecco la tenda di Dio con gli uomini!
Egli abiterà con loro
ed essi saranno suoi popoli
ed egli sarà il Dio con loro, il loro Dio.
4E asciugherà ogni lacrima dai loro occhi
e non vi sarà più la morte
né lutto né lamento né affanno,
perché le cose di prima sono passate». (Ap 21)

Gesù spiega a Nicodemo e a tutti noi qual è l’opera di salvezza che Dio compie nel mondo per mezzo di Lui. Egli non è venuto per condannare, abbattere e distruggere, per rianimare, curare e salvare tutti quelli che crederanno in Lui. Per raggiungere questo obiettivo di salvezza, Gesù è pronto a tutto, fino al dono della vita: così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna. È dunque assolutamente necessario che ciascuno di noi accolga la straordinaria proposta di salvezza che Dio ci offre per mezzo di Gesù Cristo: Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio.

 Così S. Paolo ci ricorda nella seconda lettura che  per grazia siete salvati mediante la fede; e ciò non viene da voi, ma è dono di Dio.

Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amato, da morti che eravamo per le colpe, ci ha fatto rivivere con Cristo.

 Gerusalemme è costruita come città salda e compatta.
Là salgono insieme le tribù, le tribù del Signore,
secondo la legge di Israele,
per lodare i nome del Signore. (Sal 122,3-4)

 

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