15 ottobre 2017 – Domenica XXVIII del Tempo Ordinario

DAVANTI A ME TU PREPARI UNA MENSA.
UNGI DI OLIO IL MIO CAPO; IL MIO CALICE TRABOCCA.

Domenica XXVIII del Tempo Ordinario, Anno A

Mt 22,1-14; Is 25,6-10a; Sal 22; Fil 4,12-14.19-20

di don Pino Germinario

Veronese,_The_Marriage_at_Cana_(1563)

La parabola degli invitati alle nozze è la terza, riportata da Matteo, sul rifiuto dei capi dei sacerdoti e dei farisei alla proposta di salvezza di Gesù.
Il re – Dio – chiama gli invitati a partecipare al banchetto di nozze del Figlio – Gesù – ma gli invitati – i capi dei sacerdoti e dei farisei – non vogliono partecipare anzi insultano e uccidono i servi mandati a portare l’invito!
È qui rappresentato il rifiuto verso Gesù e i suoi discepoli che saranno espulsi dalle sinagoghe.
La distruzione di Gerusalemme – la loro città – e del Tempio, avvenuta ad opera dei Romani nel 70 dopo Cristo, è vista come la conseguenza di tale rifiuto.
L’invito è allora esteso a tutti senza alcuna distinzione: tutti sono “chiamati”  alle nozze!
La chiamata è universale e incondizionata, ma non basta da sola per ottenere la salvezza: occorre “l’abito nuziale” che rappresenta l’abitudine alla vita buona, alla vita coerente con l’invito del Signore. La sua mancanza indica un comportamento negativo, contrastante con la proposta cristiana.
È un campanello di allarme per ciascuno di noi: non basta la partecipazione esteriore ai riti della vita cristiana, occorre l’impegno abituale e concreto, anche se imperfetto, a fare il bene!
Il profeta Isaia annunzia che, alla fine di tempi, il Signore chiamerà alla comunione con Lui, rappresentata da un grande banchetto, tutti i popoli, ma solo quelli che avranno risposto con sincerità e impegno “abiteranno per sempre nella casa del Signore”.
San Paolo nella seconda lettura ci invita a non perderci d’animo di fronte alle difficoltà che possiamo incontrare nella vita cristiana e questo non per le nostre capacità, ma per l’aiuto di Dio: Tutto posso in colui che mi dà la forza.
Ed è importante che noi stessi collaboriamo con il Signore in questa opera di sostegno gli uni degli altri:  Avete fatto bene tuttavia a prendere parte alle mie tribolazioni.
Così la salvezza di Dio si compie anzitutto per opera Sua e poi con la nostra risposta di amore e con l’aiuto fraterno.

O Padre,
che inviti il mondo intero alle nozze del tuo Figlio,
donaci la sapienza del tuo Spirito,
perché possiamo testimoniare
qual è la speranza della nostra chiamata,
ed entrare, con l’abito nuziale,
al banchetto della vita eterna.

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