Dina Andriola, laica generosa al servizio della Chiesa

Un cara amica, un esempio di vita

dina andriola

Una risata schietta e sincera. Una pacca sulla spalla per incoraggiare sempre. Una presenza costante e discreta nei tuoi momenti difficili. La simpatia e la comunicativa immediata. La cordialità senza fronzoli. La gentilezza vera e la semplicità e sobrietà nello stile. Un parlare non per sovrastare, ma per farti capire, anche quando i punti di vista erano diversi. Una disponibilità costante all’aiuto, al servizio, da quello più intellettuale a quello più umile, a beneficio di un’intera comunità parrocchiale, quella del Cuore Immacolato di Maria.

Era questa la Dina Andriola che tutti abbiamo conosciuto. Ma era anche molto di più: Dina e i fiori sistemati con cura sull’altare; Dina e le accurate programmazioni pastorali e di catechesi; Dina e il suo tamburello suonato alla Santa Allegrezza per le strade, mentre cantava a piena voce; Dina e il suo famoso presepe allestito nel televisore; Dina e il suo lavoro di maestra professionista e professionale, ma soprattutto umana; Dina infaticabile collaboratrice di don Franco; Dina e la comunione quotidiana, segno della sua incrollabile fede; Dina e la sua devozione essenziale ed autentica per Maria ‘ e ognuno potrebbe continuare setacciando la propria memoria per aggiungere colori a questo caleidoscopio di ricordi.

La verità è che la nostra comunità oggi perde una persona molto importante, un pilastro, per la passione, l’energia costruttiva, l’apertura alla speranza, l’esempio che ha dato. Una persona che ha precorso i tempi: donna, laica, dagli anni settanta ha formato generazioni di catechisti, con competenza e determinazione. Una persona che ha dedicato tempo, pensieri, lavoro alla sua comunità parrocchiale, che ha visto nascere e faticosamente, incessantemente contribuito a far crescere, in tutti gli ambiti della pastorale. Una donna che ha saputo vivere la vita secondo il Vangelo, una vita buona, adulta nella fede, cifra di un cristianesimo gioioso ed operativo, di una preghiera che si fa concretezza nella onestà, nel dono continuo di sé, nell’amore agli altri. E questo fino alla fine, nonostante la sofferenza dovuta alla malattia, portata con dignità e coraggio.

Grazie, Dina! Ti vogliamo tutti bene, ti dobbiamo tutti qualcosa. Grazie di cuore!

 

Angela Paparella

 

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